
Il Piano Mattei diventa europeo: l’Africa è il nostro futuro, l’Europa il nostro alleato.
Racconta il Presidente Giorgia Meloni.
Oggi è un giorno che segna una svolta. Non solo per l’Italia, ma per l’intero continente europeo e, soprattutto, per l’Africa.
Dopo diciotto mesi di lavoro, di ascolto, di incontri, di strategia, il Piano Mattei si amplia, si rafforza, si internazionalizza, e diventa europeo, mantenendo salda l’anima italiana che l’ha generato. L’Unione europea ha scelto di condividere non solo gli obiettivi, ma anche il metodo, la visione e le risorse: è un passo decisivo per una cooperazione che cambia paradigma, che smette di essere caritatevole e paternalista e si fa finalmente tra pari.
Un patto con l’Africa, non sull’Africa
Il vertice di Roma, che il presidente Meloni avuto l’onore di co-presiedere insieme alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha espresso in modo chiaro ciò che andiamo costruendo: un partenariato vero con l’Africa, non una relazione di dominanza o dipendenza. È un patto, non un intervento. È una costruzione comune, non una concessione.
E questo spirito si traduce già in fatti concreti: 1,2 miliardi di euro di accordi nei settori strategici per lo sviluppo, mobilità ferroviaria, energia, agricoltura, intelligenza artificiale, che rappresentano non l’apice, ma l’inizio di un percorso.
Dare dignità allo sviluppo: il nodo del debito
C’è un punto che considero essenziale e che oggi possiamo affrontare con la forza dell’Europa al nostro fianco: la questione del debito. Non si può parlare di sviluppo, di investimenti, di futuro, se interi Paesi sono soffocati da un fardello che impedisce qualsiasi crescita. Per questo abbiamo lanciato una proposta concreta, giusta, sostenibile: convertire nei prossimi dieci anni oltre 235 milioni di euro di debito in progetti di sviluppo. Per i Paesi meno sviluppati, secondo i criteri della Banca Mondiale, si prevede la cancellazione totale.
Per quelli a reddito medio-basso, un taglio del 50%.
È un’iniziativa che unisce economia e coscienza, giustizia e lungimiranza.
Una risposta che, proprio nell’anno del Giubileo, si carica anche di un profondo valore etico.
Il Piano Mattei: concretezza, ascolto, rispetto
Quando diciamo che il Piano Mattei rappresenta un nuovo paradigma,
non stiamo parlando per slogan. Stiamo parlando di un metodo.
Di un approccio. Abbiamo ascoltato i leader africani, abbiamo costruito insieme le priorità, abbiamo trasformato le parole in azioni. L’Italia, ancora una volta, ha saputo indicare una rotta chiara, rispettosa delle identità e delle esigenze locali, ma capace anche di mobilitare energie europee e globali. Questo non è un piano calato dall’alto: è il risultato di un percorso comune, nel quale ciascuna parte si riconosce.
L’Europa c’è, finalmente, con risorse vere.
Il fatto che il Piano Mattei sia ora integrato con il Global Gateway, il piano da 300 miliardi dell’UE per lo sviluppo globale, dei quali la metà destinati all’Africa, rafforza enormemente l’impatto dell’iniziativa. È Team Europe, come ha detto von der Leyen.È lavoro di squadra. È visione condivisa che diventa realtà.
Non sono solo fondi: sono reti, know-how, tecnologie, investimenti privati, infrastrutture, competenze. Sono le fondamenta di un futuro condiviso.
Un futuro che si gioca in Africa. Anche il nostro.
Perché sì, lo dico con convinzione: il futuro dell’Europa si gioca in Africa. Non è retorica. È geopolitica. È visione strategica. È consapevolezza che rafforzare il continente africano significa rafforzare anche noi. Significa costruire sicurezza, stabilità, prosperità su entrambi i lati del Mediterraneo. Significa creare opportunità anche per le nostre imprese, soprattutto le piccole e medie, che avranno un ruolo fondamentale in questo nuovo orizzonte di cooperazione.
Un modello italiano di successo.
Oggi l’Italia mostra che si può guidare un progetto internazionale partendo da un’idea nazionale, purché sia fondata su valori forti: rispetto, responsabilità, libertà. Il nostro approccio è stato apprezzato, condiviso, fatto proprio da molti partner. E di questo sono profondamente orgogliosa. Non parliamo di un’iniziativa spot. Parliamo di un processo, concreto, tracciato, già in cammino. A luglio tornerò in Africa, in Etiopia. E nel 2026 ospiteremo la seconda edizione del Vertice Italia-Africa, a dimostrazione che ciò che stiamo costruendo è destinato a durare.
La sfida della nostra generazione.
Il Piano Mattei, ora europeo, è una sfida che guarda lontano. È una scommessa sul futuro. È il tentativo più ambizioso di costruire un nuovo equilibrio globale basato sulla cooperazione vera, non sulla dipendenza. È un’opportunità per tutti: per l’Africa, che reclama dignità e sviluppo, e per l’Europa, che può ritrovare sé stessa nel ruolo di partner credibile e responsabile. Lavoreremo con determinazione, con serietà, con visione. Perché crediamo che questo sia il tempo del coraggio. E dell’azione.





