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IL PERICOLO DEL IV REICH

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di Paolo Falconio*

Rimase celebre una battuta di Andreotti che piacque moltissimo a Mitterrand che se ne appropriò: ”Voglio così bene alla Germania, che ne preferisco due”. Ovviamente si riferiva all’ipotesi poi avverata dell’unificazione delle due Germanie. Entrambi i leader scorgevano un pericolo sempre presente nella Nazione tedesca a cui si imputava anche la prima guerra mondiale. Nei governi europei del tempo, era diffusa la sensazione che fosse la Germania a volere realmente la guerra. Il fine era dominio dell’Europa a scapito dell’ Inghilterra a cui aveva già sottratto il primato industriale. La fine di quel conflitto e una pace punitiva, pose le basi dell’ umiliazione tedesca che portò, complice una crisi economica mondiale, all’ascesa del Nazismo.
Questa breve parentesi è necessaria per capire i timori che tutto il mondo nutre verso la Germania. Una Nazione che ha scatenato due conflitti mondiali e ha fatto paura al mondo.
Oggi siamo di fronte a una Germania, super potenza economica e industriale, umiliata dalla politica americana e che ha compreso che la dimensione economica con cui di fatto aveva sottomesso l’ Europa , non le è più sufficiente per la difesa dei suoi interessi.
Degli 800 miliardi di euro messi a disposizione dalla UE ben 500 sono destinati al riarmo tedesco. Un piano da 1.8 trilioni di cui 900 già autorizzati dal Bundestag che in buona parte andranno al riarmo. La Germania non si accontenta più di essere il motore economico europeo e torna alla politica di potenza. Ossia alla propria affermazione attraverso lo strumento militare. Quest’ultima affermazione da sola dovrebbe fare venire i brividi lungo la schiena. È un riarmo che si basa, almeno sul piano della narrazione, sull’antagonismo con la Russia (che ricordo essere la potenza con il maggior numero di testate nucleari operative). Ma non è solo una narrazione. È di pochi giorni fa la notizia della prima missione permanente dell’esercito tedesco a difesa della Lituania. Si definisce lo scudo contro l’est russo e contemporaneamente apre un dibattito sul dotarsi di un arsenale atomico.
Siamo scuri che la Russia rimarrà a guardare ?
La Germania sarà una potenza che vorrà il suo spazio vitale in termini di Influenza e sarà verso est dove c’è anche la Russia a reclamare un ruolo. Una situazione che potrebbe essere foriera di tensioni e zone di attrito potenzialmente esplosive, soprattutto se la Russia si dovesse sentire minacciata nuovamente dagli scarponi tedeschi.
Se per assurdo (neanche troppo assurdo) dovesse rinsaldare i suoi legami con la Russia in nome della Ostpolitik, destabilizzerebbe tutto l’ est europeo e metterebbe in crisi la presa americana sulla sponda atlantica europea e fatto ancor più grave costituirebbe un blocco capace davvero di mettere in crisi l’ egemonia americana. Non andrebbe a finire bene.
Nessuno nega il diritto dei tedeschi a difendersi o a dotarsi di un esercito adatto alla difesa del territorio nazionale, ma è l’ entità del riarmo che spaventa. È la dichiarata postura antirussa sulla quale il riarmo viene giustificato che è geopoliticamente rischiosa.
Quello che non si comprende è l’atteggiamento Franco britannico che con la narrativa dell’invasione cosacca (smentita ormai da tutti i rapporti di intelligence, almeno nel breve periodo) avalla il riarmo. E pure avrebbero motivo di allarmarsi, anche perché nella ex DDR, roccaforte della AfD (partito di estrema destra) non è mai stata fatta una reale riflessione sul passato. La politica di potenza, agevolata dalla narrativa franco britannica potrebbe essere un ritorno alla velleità del sogno gollista di guidare un esercito europeo pagato dai tedeschi (o peggio ancora la presunzione degli USA di dominare quello che sarà il terzo esercito al mondo), oppure il frutto di un vuoto cognitivo dei leaders europei che, caduti nel sonno mortale della fine della storia, reputano impossibile il ritorno del conflitto in Europa dopo 70 anni di pace.
È utile ricordare che sondaggi di venti anni fa che avevano ad oggetto il quesito se mai fosse potuta scoppiare una guerra fra Russia e Ucraina, gli abitanti di entrambi i Paesi con una sola voce risposero che era da escludersi.
Oltretutto se c’è una cosa che la guerra in Ucraina ci ha insegnato e’ che non si combatte con dollari o Euro. Nessuna Nazione nella storia ha mai perso una guerra per bancarotta. Eppure noi siamo abituati a guardare al riarmo come uno scostamento di bilancio. La realtà è che serve una apparato industriale adatto alla riconversione militare e la Germania lo possiede.
Ulteriormente, con le attuali regole sui vincoli di bilancio è l’ unica potenza europea che può armarsi a questi livelli.
La Germania è una grande Nazione, ha prodotto cultura ad ogni ordine e grado, ma ha demoni profondi, contraddizioni irrisolte e viviamo in tempi scellerati.
Un ritorno alla politica di potenza della Germania sulla base della forza militare (senza arrivare ad immaginare anacronismi storici con il Nazismo), non è una minaccia potenziale alla pace, è un rischio attuale e concreto per tutto il continente europeo e non solo.
Quello che vorrei fosse chiaro che una Germania con una volontà di potenza espressa anche attraverso lo strumento militare, ha riflessi geopolitici che vanno bene oltre la crisi Ucraina, anche perché al di là delle dichiarazioni di questi giorni, non è affatto escluso che ritorni a saldarsi con la Russia in un prossimo futuro, solo che questa volta neanche gli USA potranno imporre la propria strategia alla nuova potenza europea. Quale che siano le scelte politiche della Cancelleria, questo evento destabilizzerà il continente europeo e mondiale.

* SEI Consejo Rector de Honor y Conferenciante presso Siciedad de Estudios Internacionales

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