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IL DOPPIO TURNO

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di Giovanni Bernardini
 
In un certo paese si tengono le elezioni politiche. Si presentano 3 partiti: A, B e C. Il sistema elettorale è uninominale a doppio turno.
Al primo turno il partito A prende il 45% dei voti, il B il 35% ed il C il 20%.
Si va al secondo turno e scattano le “desistenze”. Nei vari collegi i candidati dei partiti B e C che hanno meno possibilità di affermarsi si ritirano e fanno convergere i loro voti sul candidato restante.
Visto che B e C insieme hanno il 55% dei voti riescono in questo modo ad ottenere una schiacciante vittoria. Non solo, dal momento che nei vari collegi chi vince prende tutto potrebbe addirittura verificarsi il caso che un partito per cui vota il 45% del corpo elettorale sia del tutto privo di rappresentanza parlamentare.
In Francia è accaduto qualcosa di simile: il partito della le Pen è nettamente il primo per i voti presi: oltre un francese su 3 ha votato per il RN, ma è solo al terzo posto per seggi parlamentari.
Ovviamente è del tutto legittimo che partiti diversi si alleino per battere chi considerano il pericolo maggiore, ma dovrebbero farlo da subito: presentarsi uniti, elaborare un programma comune e chiedere su questo il voto agli elettori.
Il sistema a doppio turno non prevede questo. Alla prima tornata i partiti si presentano ognuno per conto suo, ognuno può “farsi bello” e dire: “questo è il mio programma, ben diverso da quello degli altri”. Poi, al secondo turno scattano le “desistenze” e gli elettori sono chiamati a votare candidati lontani anni luce dalle loro preferenze oggettive.
Certo, gli elettori potrebbero far saltare il gioco, non recarsi alle urne, non votare chi è tanto lontano da loro, ma è proprio questo uno dei principali difetti del doppio turno: pone il corpo elettorale di fronte alla scelta fra l’astensione ed il voto per candidati in cui non si crede. A questo punto basta la propaganda contro il “mostro” di turno ed il gioco è fatto.
Lo ho già detto e lo ripeto: non entro nel merito dei programmi dei vari partiti francesi. La Francia è oggi caratterizzata da un peso fortissimo delle estreme: ad una destra nei fatti filo putiniana e demagogica si contrappone una sinistra altrettanto filo putiniana ed in più antisemita, nemica mortale di Israele oltre che intollerabilmente demagogica. Grazie al doppio turno la Francia è oggi del tutto ingovernabile e quasi nella mani di una estrema sinistra di fronte alla quale gli italici seguaci di Fratojanni sembrano angioletti.
Il doppio turno è il peggior sistema elettorale possibile. Stia molto attento il centro destra italiano a non fare concessioni su una simile oscenità.
 

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  • Redazione

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