Home Opinioni IL CASO ALMASRI, UNA ULTERIORE CONFERMA DELLA MEDIOCRITA’ DELLA NOSTRA CLASSE POLITICA

IL CASO ALMASRI, UNA ULTERIORE CONFERMA DELLA MEDIOCRITA’ DELLA NOSTRA CLASSE POLITICA

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di Alessandro Roazzi

Se ci fosse il bisogno di una conferma della mediocrità della nostra classe politica con il dibattito sul torturatore libico è arrivata.
 
Rispetto i ruoli: giustificazione del proprio operato da parte del Governo, dura requisitoria della opposizione. Ma mi sarei aspettato che il Governo non si rifugiasse nella esposizione in punta di, vacillante, diritto di una vicenda per la quale era necessaria e preminente una secca valutazione che riguarda la sicurezza del Paese senza troppe chiacchiere qui ed in Italia.
 
Inoltre è stato quasi reso grottesco il compito della Corte penale internazionale il cui impegno è invece comunque garanzia di un residuo di regole senza le quali siamo al puro e semplice rapporto di forza.
 
L’opposizione ha ripetuto il suo canovaccio solito; che il libico sia un torturatore sembra proprio innegabile, ma cosa sarebbe cambiato con la sua detenzione italiana se non conseguenze negative che nessuno, neppure la opposizione puo’ ignorare?
 
L’opposizione ha evitato inoltre ogni confronto con il problema della sicurezza nazionale ma soprattutto non ha proposto nemmeno cosa fare per impedire che in Libia torture d’ogni tipo proseguano.
 
Non ha nemmeno chiesto di intervenire in Europa per trovare una linea comune di condotta per evitare che la Libia sia un inferno in Terra. Non si esce purtroppo dal cortile, dove le urla si sentono ma perché nulla cambi. Deprimente.

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