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I Filosofi e il valore aggiunto nell’era dell’intelligenza artificiale

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Filosofi sempre più a libro paga dei Giganti Tecnologici

Sempre più spesso le principali aziende di intelligenza artificiale assumono al loro interno filosofi.

Ma vi siete chiesti il perché?

Un passo indietro.

Il mondo va al contrario da quando i filosofi e gli umanisti non vengono più utilizzati nel mondo produttivo e nella politica.

I filosofi sono menti pensanti, scuole di pensiero, elaboratori di idee e progetti e, nell’era dell’algoritmo statico, sono l’unico valore aggiunto, le uniche risorse capaci di migliorare l’algoritmo renderlo più efficiente e al passo con i tempi.

Sergio Marchionne sosteneva che la laurea di filosofia era il primo obiettivo da raggiungere… dopo potevi studiare economia o medicina o altre discipline.

Un percorso di studi essenziale perché si si concentra sui concetti fondamentali che guidano l’esistenza, il pensiero e l’azione umana, eliminando il superfluo per focalizzarsi sul nucleo delle grandi domande.

Ma cosa rende uno studioso di filosofia un essere essenziale per il mercato, per l’industria, per la politica?

Bene, punto primo.

– Stoicismo: “Concentrarsi solo su ciò che si può controllare, accettare il resto”.

– Minimalismo Esistenziale: “Ridurre i bisogni materiali per liberare la mente”.

– Esistenzialismo: “Creare il proprio significato in un mondo privo di uno scopo intrinseco”.

– Pragmatismo: “Valutare le idee in base alla loro utilità pratica ed efficacia”.

Ma dove atterra tutto ciò?

Atterra qui, pensare con la propria testa senza farsi condizionare dalle masse, l’impatto sul sistema industriale è l’ispirazione a un modello industriale rigenerativo, etico e privo di sprechi.

Questo approccio si contrappone radicalmente al consumismo di massa e alla sovrapproduzione.

Ma qual è l’impatto del filosofo sulla IA?

È una questione di logica formale.

Il filosofo costruisce strutture di pensiero coerenti per migliorare il ragionamento computazionale dei software, la logica formale è
è il ponte diretto tra la filosofia e il codice informatico, è la base teorica di tutta l’informatica ed è fondamentale per rendere l’intelligenza artificiale rigorosa, trasparente e capace di ragionare senza errori.

Quindi… il filosofo è insostituibile perché insegna a pensare.
Mette in discussione le abitudini, difende il pensiero critico.

Aiuta a non accettare le cose solo perché “si è sempre fatto così”.
Di fronte a problemi nuovi, il filosofo offre gli strumenti per fare le domande giuste.

Praticamente, la Filosofia si conferma la madre di tutte le scienze e tecnologie ed i filosofi non verranno mai fagocitati dall’intelligenza artificiale perché le macchine non creano senso da sole.

L’IA simula il pensiero umano elaborando miliardi di dati, ma non possiede un’anima, una coscienza o un’esperienza vissuta.

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