Il Nobel per la Pace alla sostenitrice del genocidio Navi Pillay
Sarà questione di numeri, sarà questione di petrolio e gas, sarà questione di troppi immigrati (servono ma preoccupano perchè non si fanno integrare), sarà questione di paura del terrorismo.
A questo punto la scelta islamica delle élite occidentali è fin troppo chiara.
Tre anni di propaganda di Hamas come base dell’informazione in Europa. L’isolamento diplomatico di Israele. Il Nobel alla sostenitrice del genocidio.
L’enorme dispiegamento di forze intorno al finto film Naza lanciato come una bomba contro Israele, proiettato in 515 sale in Italia e trasmesso sulla Rai e in tutta Europa e in tutto il mondo e logicamente e fattualmente falso.
Chi sta conducendo queste operazioni ha deciso di imboccare la strada dell’Islam senza se e senza ma. Non si tratta più di proPal fanatici. Qui ci sono di mezzo forze potenti che scommettono sulla vittoria dell’islamismo.
Vogliono arrivare all’isolamento completo di Israele in attesa di una sconfitta militare.
È inutile provare a ragionare.
Della bufala di un genocidio che ha lasciato intatta la popolazione si è già detto abbastanza. Dell’assurdità di un controllo dei danni collaterali alla guerra urbana di Gaza finalizzato al genocidio pure si è detto.
È logica: se devo sterminare tutti non c’è da valutare e tantomeno da avvisare la popolazione.
Della scomparsa di Hamas e del suo progetto di scatenare la guerra generale contro Israele passando dal massacro dei palestinesi non solo si è detto, ma lo hanno detto i capi di Hamas.
Nessun organo di informazione ricorda questa incredibile confessione di colpa.
Nulla serve. È stato deciso genocidio e adesso che c’è di mezzo un Nobel diventerà un atto di fede che non si discute.
La storia ci dirà il perché di questo suicidio dei valori occidentali di libertà.





