Home Politica estera HIBBERT&CAMPBELL -2 MORO, IL SOE E LA “COMMISSIONE INGLESE”

HIBBERT&CAMPBELL -2 MORO, IL SOE E LA “COMMISSIONE INGLESE”

0

di Giovanni Fasanella
La commissione governativa britannica che nella prima metà del 1976, secondo i documenti di Kew Gardens, elaborò le operazioni illegali contro la politica di Aldo Moro era composta da 15 membri. Tutti alti funzionari del Foreign Office e della Difesa e tutti con esperienze operative nei Servizi di Sua Maestà. Fra loro, Alan Hugh Campbell, all’epoca vice ministro vicario degli Esteri, fu ritenuto l’uomo più adatto a guidarla. Durante il secondo conflitto mondiale aveva lavorato alla direzione del Soe, istruttore di commandos e pianificatore di azioni clandestine. Finita la guerra, era stato assegnato all’ambasciata di Porta Pia. Ed è molto probabile che avesse avuto un ruolo anche nella ricostruzione della rete italiana dei Servizi clandestini di Sua Maestà.
Furono numerosi gli scenari di operazioni illegali pianificati nel gennaio-giugno 1976. Compreso il colpo di Stato militare interno. A proposito, da segnalare la curiosa continuità temporale con i tentativi golpisti progettati in Italia nei cinque anni precedenti proprio da due uomini legati al Soe, anche se di diversa estrazione politica: il principe nero Junio Valerio Borghese e il capo partigiano monarchico (medaglia d’oro al valor militare) Edgardo Sogno. Si trattava di due progetti con matrici ideologiche diverse -neofascista il primo, neogollista il secondo-, ma con lo stesso nemico politico: la linea morotea.
Dopo lunghe discussioni, nella tarda primavera, il golpe fu accantonato dalla commissione Campbell, che optò per un “Piano B”, un’operazione chirurgica la cui origine non fosse riconducibile al governo e ai Servizi inglesi: «Appoggio a una diversa azione sovversiva».
Il documento con i vari scenari delineati dalla commissione britannica erano stati discussi nei mesi precedenti con gli altri paesi del “direttorio” atlantico (Usa, Francia e Germania) che monitorava il “paziente Italia”. Ma c’erano state discussioni, perché Germania e Usa erano contrari al golpe. Una versione aggiornata venne proposta poi nei vertici di Portorico (giugno 1976) e Parigi (luglio 1976). Se si esclude il rapporto inviato da Reginald Hibbert al suo governo (vedi il post dello scorso 2 dicembre), al momento non abbiamo altre fonti che permettano di ricostruire dettagliatamente la discussione avvenuta in quei due incontri. A Kew Gardens c’è però un documento molto interessante. E’ una lettera inviata dal premier britannico Jim Callaghan al presidente francese Valery Giscard d’Estaing e al cancelliere tedesco Helmut Schmidt, subito dopo il summit parigino. Callaghan era preoccupato per possibili fughe di notizie: «Dovremmo usare molta cautela nel trattare questo documento, tenendo conto dell’enorme danno che ne deriverebbe se la sua esistenza diventasse di dominio pubblico: sarebbe considerato un’intrusione diretta negli affari di un Stato europeo nostro alleato».
E come dargli torto?
Approvato il “Piano B”, nel dicembre di quello stesso anno Campbell fu nominato ambasciatore a Roma.
Si può obiettare che i tentativi eversivi non si sarebbero spinti oltre la deterrenza. Resta il fatto, però, che poi Moro fu davvero sequestrato e assassinato. E dunque è ancora aperto il grande interrogativo: i Servizi inglesi avevano canali con le Br o con il ”Partito armato” o con le aree di contiguità? La magistratura, per sua stessa ammissione, è potuta arrivare solo fino a un certo punto. Comunque, a ormai quasi mezzo secolo dai fatti, dubito che sul piano giudiziario possano venire nuovi elementi. In ogni caso, non è questo l’orizzonte di interesse di Cereghino e mio. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: è assai più interessante il dato storico.
Intanto, una notazione a margine. Fra i tanti episodi legati all’esperienza di Campbell a Porta Pia, uno merita di essere ricordato. Riguarda un colloquio che ebbe, poche settimane dopo l’assassinio di Moro, con Francesco Malfatti di Montetretto, all’epoca segretario generale della Farnesina. Stando al resoconto di Campbell, nel corso di quell’incontro l’alto funzionario dello Stato italiano commentò: «La scomparsa di Aldo Moro […] ha prodotto un effetto salutare sulla scena politica». Lo ricordo non perché io ritenga che Malfatti di Montetretto fosse responsabile di qualche cosa. No, assolutamente. Lo segnalo solo perché, se confermato, quell’episodio aiuta a capire qual era il clima politico-diplomatico in cui si consumò la tragedia che deviò il corso della storia italiana.
LIBRI PER APPROFONDIRE
I documenti di Kew Gardens sulla commissione presieduta da Alan Hugh Campbell sono pubblicati in:
-“Il golpe inglese” (Mario Josè Cereghino e Giovanni Fasanella, Chiarelettere, 2011)
-“Il puzzle Moro” (Giovanni Fasanella, Chiarelettere, 2018)
Le figure di Junio Valerio Borghese e Edgardo Sogno sono trattate da punti di vista diversi in:
-“Segreto di Stato” (Giovanni Pellegrino, Giovanni Fasanella e Claudio Sestieri, Einaudi, 2000)
“Il golpe inglese” (Mario Josè Cereghino e Giovanni Fasanella, Chiarelettere, 2011)
-“Il puzzle Moro” (Giovanni Fasanella, Chiarelettere, 2018)
-“Colonia Italia” (Mario Josè Cereghino e Giovanni Fasanella, Chiarelettere, 2015)
-“Le menti del Doppio Stato” (Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella, 2020)
-“Generazione Settanta” (Miguel Gotor, Einaudi, 2022)
-“Fascisti senza Mussolini: le origini del neofascismo in Italia (1943-1948)” (Giuseppe Parlato, Il Mulino, 2006)
-“Il principe nero. Junio Valerio Brghese e la X Mas” (Jack Green e Alessandro Massignani, Mondadori, 2017)
-“Testamento di un anticomunista. Dalla Resistenza al golpe bianco” (Edgardo Sogno con Aldo Cazzullo, Mondadori, 2000)
-“Che cosa sono le Br” (Giovanni Fasanella e Alberto Franceschini, Rizzoli, 2004)
Per saperne di più su Francesco Malfatti di Montetretto:-“Testamento di un anticomunista. Dalla Resistenza al golpe bianco” (Edgardo Sogno con Aldo Cazzullo, Mondadori, 2000)-“Memorie di un conservatore. Il racconto di un secolo nei ricordi di un testimone” (Sergio Romano, Longanesi, 2002)-“La Guerra civile. Da Salò a Berlusconi” (Giovanni Fasanella e Giovanni Pellegrino, Rizzoli, 2005)

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui