
di Bruno Chiavazzo
Chi ha assistito, come il sottoscritto, poche sere fa alla puntata di Otto e Mezzo della Gruber, ospite la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha strabuzzato gli occhi. Per la prima volta a memoria umana la Gruber, solitamente accomodante con gli amici e viperetta con i nemici, soprattutto di destra, ha letteralmente sbranato la povera Schlein, convinta di ritrovarsi nella solita bolla sinistrorsa che accompagna tutte le trasmissioni de La 7.
E, invece, si è trovata di fronte una erinni botulinata che non gliene passava una, accompagnata da quell’altra anima bella di Massimo Giannini, sempre politicamente corretto solo con i suoi compagnucci della parrocchietta, lautamente stipendiato dagli Agnelli e con le copie vendute in caduta libera, non a caso La Stampa a Torino l’hanno sempre chiamata “La Busiarda”.
Sembravano i due poliziotti, non quello buono e quello cattivo, ma tutti e due cattivissimi che si davano il cambio a menare mazzate all’indirizzo della segretaria titolare di tre passaporti. Appena la Schlein provava ad intonare una delle sue supercazzole sui diritti civili, sull’accoglimento senza regole dei clandestini, sulle spese militari in Ucraina, i due killer l’interrompevano al grido: “Non sta rispondendo alla domanda!” , “Non si capisce nulla di quello che dice!”.
La Gruber sembrava Nanni Moretti quando gridava “le parole sono importanti” e prendeva a schiaffi la giornalista che l’intervistava. Chiaramente la cosa ha scandalizzato la sinistra che è insorta con dichiarazioni piene di sdegno contro la Gruber che per una volta aveva fatto il suo mestiere di giornalista, ma si sa a sinistra va bene solo quando si attacca chi non la pensa come loro.
Dimenticano tutto, anche le centinaia di trasmissioni che la stessa Gruber, non dimentichiamoci eletta nelle file del PD parlamentare europea, ha allestito per trafiggere senza anestesia i tanti destrorsi che accettano di partecipare masochisticamente alle sue corride televisive. Alla fine il duo Gruber-Giannini non ancora contenti sono andati sul personale chiedendo alla Schlein, completamente nel pallone, anche della sua armocromista e della sua vita privata. Insomma un massacro in diretta televisiva che non si vedeva da tempo sugli schermi televisivi italiani.
La Meloni, invece, che non ha studiato a New York e a Ginevra, col cavolo che ci è andata. Lei stava quasi in contemporanea da Bruno Vespa che la cospargeva di saliva. Chiamala scema.





