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GRATTERI, NOMINATO PROCURATORE A NAPOLI

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di Gianvito Caldararo

Il noto magistrato Nicola Gratteri è stato nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura nuovo Procuratore della Repubblica di Napoli. Una nomina non plebiscitaria, come si pronosticava, ma divisiva. Infatti, è stato votato dai laici di tutti gli schieramenti, ad eccezione del dem Roberto Romboli, dai sette togati di magistratura indipendente, il togato centrista Antonino Laganà, l’indipendente Andrea Mirenda, Luigi Salvato, procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Fabio Pinelli, vice presidente del CSM e il laico di riferimento di Italia Viva, Ernesto Carbone.
I suoi sfidanti, Gimmi Amato, procuratore di Bologna, ha avuto 5 voti, mentre Rosa Volpe, ex aggiunta di Napoli, ha totalizzato 8 voti. Questa volta Gratteri ha infranto il vecchio adagio che dice: “non c’è due senza tre” . Ora si prende la rivincita, dopo che nel passato ha visto sfumare la nomina a ministro della giustizia, voluto da Renzi ma stoppato da Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, e dopo la mancata nomina a Procuratore Nazionale Antimafia, che vide prevalere Giovanni Melillo, già procuratore della Repubblica di Napoli.
La sua nomina è stata accompagnata da un documento della sezione di Napoli di Magistratura Democratica, che nel mentre riconosce la sua indiscussa professionalità e la notevole esperienza contro la lotta alla criminalità, auspica che il lavoro della procura di Napoli “continui come prima senza clamori mediatici”. Un avvertimento che ha fatto seguito alla polemica innescata da Gratteri, quando ha parlato dei magistrati lavativi negli uffici partenopei.
In CSM è stato registrato l’intervento del membro togato Maurizio Carbone, rappresentante della corrente di Area, che ha parlato di Gratteri come di “padre – padrone”, nel senso che si sbarazza di aggiunti e di sostituti pm che ritiene non svolgono al meglio il lavoro dal suo punto di vista.
Sicuramente oggi Gratteri, è il magistrato più esposto per la lotta contro la criminalità organizzata, come ha dichiarato il pm antimafia Nino Di Matteo. Gratteri è il magistrato che con le sue indagini è riuscito a catturare ben 140 latitanti, che ha condotto numerose max-inchieste, con un notevole clamore mediatico. I suoi detrattori lo considerano  una Toga star” per la sua intensa esposizione mediatica , ma è anche visto come il magistrato dagli “arresti a pioggia”, ma anche di inchieste fallimentari nei risultati.
Infatti, a fronte di centinaia di arresti le condanne si contano con il contagocce. Dopo le due precedenti delusioni, la mancata nomina a ministro e di procuratore nazionale antimafia, ora si prende la rivincita con la nomina a procuratore della Repubblica di Napoli, che rappresenta l’ufficio inquirente più grande d’Europa, con un organico di 112 pubblici ministeri. Ma è anche la procura che opera in un territorio dove esistono gravissime forme di criminalità che affliggono la città e l’intero distretto di competenza.
Come pure la procura di Napoli è quella che, ad oggi, registra il più elevato numero di “ingiuste detenzioni” e l’importo più rilevante di risarcimenti liquidati in tutta Italia. Anche questa è una delle tante sfide che il magistrato Gratteri, riconosciuto come dotato di una grande capacità organizzativa, dovrà affrontare appena prenderà servizio alla procura di Napoli.
Nel corso dell’audizione al CSM, ha tenuto a sottolineare che intende dare “una sterzata” alla Procura di Napoli, richiedendo un maggior impegno da parte di tutti i sostituti, a partire dalla loro quotidiana presenza in ufficio.
Ora tutti attendono il magistrato Gratteri alla prova dei fatti in una Procura della Repubblica come quella di Napoli, che sarà pure la più grande d’ Europa, ma è anche quella che è caratterizzata da un tessuto di criminalità diffusa su tutto il territorio di competenza.
Lascia la sua amata Calabria, dilaniata dalla ‘Ndrangheta e dove ha sempre svolto la sua attività sin dall’inizio della carriera, per approdare nella regione Campania, dominata dalla non meno pericolosa camorra.
Una sfida che Gratteri sa e saprà affrontare con la stessa incisività con la quale ha saputo affrontare le feroci ‘ndrine calabresi ed i loro criminali rapporti con i narcotrafficanti sudamericani.
 
 

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  • Redazione

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