
Eppure esistono orrori e genocidi (autentici) attualmente in atto con numeri impressionanti, ai quattro angoli del pianeta:
YEMENITI – 170.000 vittime;
UIGURI – 3.000.000 internati;
ROHINGYA – 730.000 deportati;
MASALIT – 12.500.000 sfollati;
NORD COREANI – 110.000 internati.
I carnefici nei 5 casi di cui sopra, sono piuttosto refrattari alle campagne di sensibilizzazione.
Sono gli Houti a guidare le danze sotto l’egida dell’Iran di cui sono un Proxy a tutti gli effetti, come dimostrato dagli attacchi recenti.
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E qui le anime sensibili esitano anche di più perchè con la Cina non si scherza.
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Qui sono i Birmani a fare la parte del carnefice, con una protagonista inaspettata, la ex leader birmana Aung San Suu Kyi, insignita del Nobel e accusata dal tribunale dell’Aja nel 2019.
Dopo il colpo di stato in Myanmar la situazione per i ROHINGYA è ulteriormente peggiorata.
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È il corno d’Africa, ovvero il sud Sudan ad essere interessato allo sterminio e agli stupri etnici nel Darfur. Le forze di supporto rapido (RSF) dal 2023 massacrano la popolazione di etnia MASALIT nell’indifferenza generale.
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La Corea del Nord non è un posto dove alberga la democrazia e la libertà, ne sanno qualcosa gli internati nei Kwalliso (ce ne sono 6 disseminati nei dintorni di Pyongyang).
I condannati vengono inviati nei Kwalliso, veri campi di prigionia con lavoro forzato incluso, nelle miniere di antracite e oro.
Vengono internati senza processo, poiché sono membri della terza generazione della loro famiglia di dissidenti, in base ad un sistema tipo “sippenhaft” rispolverato direttamente dal medioevo sassone, da Hitler per punire anche chi non ha commesso reati, solo in quanto membro di una famiglia o di una comunità.
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