
La Germania punta a istituire un centro congiunto di ricerca informatica tedesco-israeliano e ad approfondire la collaborazione tra le agenzie di intelligence e sicurezza dei due Paesi, ha affermato ieri il ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt.
La Germania è tra gli alleati più stretti di Israele in Europa e Berlino ha cercato sempre più di avvalersi dell’esperienza di Israele in materia di difesa, rafforzando le sue capacità militari e il suo contributo alla NATO di fronte alle crescenti minacce percepite da Russia e Cina.
“La sola difesa militare non è sufficiente per questa svolta nella sicurezza. Un significativo potenziamento della protezione civile è essenziale anche per rafforzare le nostre capacità difensive complessive”, ha affermato Dobrindt durante una visita in Israele, come riportato dal quotidiano tedesco Bild.
Dobrindt, nominato il mese scorso dal nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz, è arrivato in Israele sabato.
Secondo quanto riportato dal Bild, Dobrindt ha delineato un piano in cinque punti volto a creare quella che ha definito una “Cyber Dome” per la Germania, come parte della sua strategia di difesa informatica.
Ieri mattina, il primo ministro bavarese Markus Soeder ha chiesto l’acquisizione di 2.000 missili intercettori per dotare la Germania di un sistema “Iron Dome” simile alla tecnologia di difesa missilistica a corto raggio di Israele.
Il termine Cyber Dome” si riferisce principalmente a un progetto o un concetto legato alla sicurezza informatica (cybersecurity), associato a iniziative per proteggere infrastrutture digitali, prevenire crimini informatici e migliorare la resilienza contro le minacce online.
Il progetto tedesco mira a sviluppare un sistema di difesa digitale avanzato, ispirato al concetto di “Cyber Dome” israeliano.
Il Cyber Dome di Israele, descritto come un equivalente digitale del sistema di difesa antimissilistico Iron Dome, è un progetto gestito dall’Israel National Cyber Directorate (INCD). È stato annunciato nel 2023 durante il CyberTech Global di Tel Aviv ed è progettato per proteggere l’infrastruttura digitale del Paese da attacchi informatici su larga scala.
Nel 2024, il sistema ha neutralizzato 4.500 siti infetti e intercettato 17.000 potenziali attacchi informatici, dimostrando un’efficacia significativa. Utilizza piattaforme di intelligenza artificiale avanzate, sviluppate anche dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), per analizzare grandi quantità di dati e identificare minacce in tempo reale. Il sistema si basa su una forte sinergia tra governo, esercito, università e settore privato, con centri di eccellenza come il CyberSpark di Be’er Sheva e collaborazioni con aziende globali come Fujitsu.
La Germania intende sfruttare l’expertise israeliano in materia di cybersicurezza per potenziare le proprie difese digitali. Il progetto “The Second Cyber” si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per attacchi informatici sponsorizzati da stati ostili.





