
di Sergio Pizzolante
Quindi il Pd va in piazza con chi considera la guerra a Gaza un genocidio e le manifestazioni antisemite in giro per il mondo tollerabili (o almeno giustificate…) per il “genocidio” a Gaza?
Questa è una cosa davvero indigeribile. Davvero.
E’ una cosa gigantesca perché porta la sinistra italiana tutta in un tunnel della storia.
Il tunnel dell’antistoria. Della storia rovesciata.
E’ una immersione nella terra dei fuochi dell’antisemitismo mascherato. Nascosto. Non sempre. E non da tutti.
E’ una cosa davvero enorme che ha portato, per dire, Calenda e Renzi a riunirsi. Il che è tutto dire.
Una cosa che fa sembrare La Russa un gentleman inglese. E la Meloni una Thatcher.
Il Genocidio è una operazione oltre l’umano di annientamento di un popolo per quello che è a prescindere dalla sua, dalle sue, nazionalità.
Dalle sue appartenenze territoriali.
In quanto ebrei, a prescindere che siano israeliani, italiani, tedeschi o americani.
E’ come dire annientiamo i cattolici, i musulmani.
Non è una teoria. E’ la Shoa. Lo hanno fatto. Si è fatto. Lo abbiamo visto. Lo si vuol fare ancora.
Dal “fiume al mare” e’ lo slogan antisemita di annientamento, di cancellazione di Israele non solo per quel che è ma per quello che rappresenta: il rifugio sicuro per i perseguitati del genocidio. Da rendere impraticabile. Per tutti gli ebrei.
E’ questo il nuovo genocidio. Il 7 ottobre è il nuovo genocidio. Io ti violento, ti stupro, ti vengo a prendere in casa tua, ti uccido, ti espongo, in quanto ebreo.
Cosa è Gaza? Gaza è una aberrazione.
Gaza e’ l’errore, l’orrore, di un leader, di un Governo, di una cultura estrema, estremista, folle. Di un leader che vive perché fa la guerra. Di un leader, di un capo, che non ha saputo difendere i suoi ragazzi, le sue ragazze, le mamme e i nonni e i padri il 7 ottobre.
Di un figuro che butta bombe a strascico.
Che è andato oltre ogni limite del giusto, di una reazione forte ma efficace. Rendendola forse inefficace. Isolando un popolo nel mondo. Di nuovo.
Ho un senso di repulsione e di tristezza.
Ma non sino al punto di confondere, in molti casi volutamente confondere, ciò che è genocidio, che è azione e pensiero di cancellazione dell’umano, con ciò che è distruzione, seppur disumana.
Ma non sino al punto, perché questo è, di dichiarare sterminatori coloro che sono stati sterminati.
Un rigurgito di stalinismo. Dichiarare gli altri per quel che si è.
Non sino al punto di inseguirli e sputarli nelle piazze e nelle università occidentali in quanto ebrei. Perché questo è.
Si chiama nuovo antisemitismo. Orrore.
Se la sinistra italiana non riesce a fare questa distinzione netta, radicale, inequivocabile, beh è in un tunnel dell’orrore.
Che Renzi e Calenda riescano a mettersi di nuovo insieme perché nella manifestazione di Roma questa distinzione non è netta, beh, dice tutto.





