
La situazione a Gaza è sotto gli occhi di tutti ma non sarà l’esposizione dei lenzuoli, le manifestazioni, l’odio contro Netaniahu e l’antisemitismo vestito da antisionismo e buonismo a cambiare la situazione.
Nemmeno l’amnesia sui crimini di Hamas che usa il suo popolo come scudo umano fornitore di “martiri” a loro insaputa soprattutto bambini, e più ce ne sono meglio è, per fomentare le reazioni di cui sopra presso noi, bravi e buoni occidentali, nell’indifferenza degli arabi che, invece, avrebbero dovuto, nei piani di Hamas e dei manovratori iraniani, insorgere contro il nemico ebreo e americano.
Qualche giorno fa, iun mio amico aveva giustamente posto il focus sugli interessi dei poveri gazawi sollecitando una soluzione non di bandiera o di principio per alleviare la loro sofferenza.
Naturalmente aveva ragione da vendere e subito viene alla mente il fatto che laddove ci sono guerre, queste producono profughi che scappano. Brutta cosa questa, l’abbiamo vista con l’Ucraina, soprattutto donne e bambini, ma ai poveri gazawi questo non è concesso.
Non dall’odiato Netaniahu ma dai vicini arabi che blindano le frontiere e che dei palestinesi non vogliono sapere per tutta una serie di motivi inutili da elencare ora.
Ma se si vuole veramente aiutare i gazawi non c’è strada diversa dal consentire loro di uscire dalla guerra guerreggiata privando Hamas dello scudo e del pretesto.
Salvando così vite ed evitando di chiedere a Israele – i cui crimini dovranno essere puniti – di perdere la guerra, cosa che nemmeno un qualsiasi successore di Netaniahu, potrà intestarsi.
La sinistra nostrana invece, molto frustrata e proclive ad azioni di principio senza prospettiva, si divide su documenti sui quali chiamare il suo popolo alla manifestazione, solito lavacro di coscienza senza costrutto, spesso dannoso per la causa che vorrebbe rappresentare.
Ricordiamo la triste vicenda Regeni con la richiesta, accolta per un po’, del ritiro dell’ambasciatore in Egitto. Boiata pazzesca, infatti è durata poco, ma che riempie il cuore dei buoni e romantici militanti che pensano che la politica soprattutto estera, si basi su valori etici e morali. Peraltro mai applicati da nessuno, in primis proprio il nostro occidente.
Sarebbe stato meglio fare una bella manifestazione pro gazawi facendo pressione affinchè agli stessi fosse consentito di espatriare temporaneamente e lasciare alla mercè israeliana le truppe di Hamas da debellare creando così le minime condizioni per rimettere in campo una proposta politica per i 2 stati.
Invece si invoca al lupo cattivo, non si parla di Hamas, si alimenta l’antisemitismo e si strumentalizza la cosa per la polemica domestica contro il governo.
I gazawi se ne fregano delle beghe italiane tra una minoranza divisa e un governo che perlomeno tenta di fare qualcosa sul fronte umanitario.
Ma dei gazawi non interessa granchè neppure al resto del mondo, salvo facciata perbenista da presentare in piazza.





