
So che mi farò molti nemici: ma alcune cose non si possono tacere.
Sembra ancora in bilico, con poche speranze, ogni possibilità di tregua a Gaza. Hamas ha ancora una volta rifiutato la mediazione, prima quella USA e poi quella del Qatar/Egitto.
Non mi meraviglio. Quando si accetta di mediare con terroristi, quando si accetta di mediare sulla restituzione a rate di ostaggi, quando si accetta di considerare legittimo il “governo” di popolazioni fondato sul terrore, altro che dittatura, si riconosce un ruolo politico a dei criminali. Che agiscono come tali anche nelle trattative. Per me la regola doveva essere: prima restituisci tutti gli ostaggi e poi pensiamo se è il caso di trattare qualcosa.
Ancora 50, non si sa se morti o vivi, sono qualcosa di peggio che prigionieri nella mani di Hamas. Che siano stati torturati, mutilati, violentati, affamati è certo. Sono nascosti tra la gente innocente che fa da scudo. Come sono nascosti tra la gente, sotto ospedali persino quelli ONU, i covi dei terroristi, armi, e depositi di beni di prima necessità. Come sono presenti bande armate che assaltano – o fanno assaltare – i camion degli aiuti umanitari. E un fiorente mercato nero. Vi sono immagini, vi sono testimonianze anche di palestinesi.
E No! Io non metto qui nessun “ma….”. Sembrerebbe giustificare una strage in corso: che non è genocidio e tuttavia rischia di diventarlo per la nostra incomprensione dei fatti. In ogni caso è strage. Perciò nessun ma. Solo l’evidenziazione di fatti.
Che sono questi.
Nessun abitante di Gaza ha aiutato Israele a liberare gli ostaggi. Israele ha offerto 5 milioni di shekel a chiunque a Gaza fornisse informazioni sugli ostaggi israeliani trattenuti. Nessuno si è fatto avanti con informazioni di alcun tipo.
Nessun palestinese ha indicato dove potessero nascondersi i terroristi e dove potessero essere i loro covi: le azioni di guerra sarebbero potuto essere estremamente più mirate e migliaia di civili risparmiati. Nessun ha fornito indicazioni anche riservatissime alla intelligence israeliana che pure è ben presente ed operativa sul territorio.
Le stesse Organizzazioni umanitarie sono accusate – e non solo a chiacchiere, perché le indagini in corso qualcosa dicono – di aver chiuso prima un occhio e poi tutti e due, accettando che in siti delle sue strutture si creassero depositi, tunnel sotterranei, vie di fuga, ignorando il via vai di persone estranee alla loro missione. Se pensavano che non sarebbero state colpite, vuol dire che accettavano di dare salvacondotti di fatto ai terroristi.
Tutto questo, e senza ma, sta insieme ai 42.000 morti fin qui registrati. O di più: ritengo indegno fare la contabilità per chiarire se invece i morti sono 58.000 come dicono fonti palestinesi.
Vi sono accadimenti ed atteggiamenti incomprensibili. Mi chiedo il perché: se non ci diamo una risposta, se non possiamo o meglio non vogliamo darcela, non mi sento in diritto di sputare sentenze.





