
Continua incessante la guerra in atto nella striscia di Gaza. Le truppe israeliane continuano senza tregua a “ingaggiare feroci battaglie contro i terroristi di Hamas”. Lo confermano fonti delle forze di difesa israeliane (Idf) precisando che in “diverse aree della Striscia di Gaza” le truppe di terra, supportate dalla marina israeliana, colpiscono cellule terroristiche e altre infrastrutture.
La guerra tra Israele e Hamas ha praticamente raso al suolo tutta la parte settentrionale di Gaza e ora si tema che un uguale epilogo per il Sud alla luce dell’allargarsi dell’offensiva israeliana in queste ore.
Il Wall Street Journal riporta che circa la metà degli edifici di Gaza sono stati danneggiati o distrutti durante la guerra, una cifra che rappresenta anche quasi il 70% delle case.
Il rapporto cita l’analisi della fotografia satellitare della Striscia e di altri metodi di telerilevamento.
Il giornale ha notato che gli edifici colpiti includono fabbriche, case di preghiera, scuole, centri commerciali e alberghi.
Israele ha affermato che molte scuole, moschee e altri edifici sono stati colpiti dopo essere stati utilizzati per scopi militari e come basi operative da gruppi terroristici di Gaza.
Il WSJ aggiunge che solo otto dei 36 ospedali di Gaza possono accettare pazienti e che la maggior parte delle infrastrutture di base, comprese acqua, elettricità e comunicazioni, sono state demolite.
“La parola ‘Gaza’ passerà alla storia insieme a Dresda e ad altre famose città che sono state bombardate”, dice al giornale Robert Pape, uno scienziato politico dell’Università di Chicago che ha scritto sulla storia dei bombardamenti aerei.

A Gaza City, si legge in un aggiornamento Idf, “le truppe, in coordinamento con gli aerei, hanno ucciso decine di terroristi”. In particolare, sono almeno 15 i terroristi di Hamas che sono stati identificati e annientati nell’arco di poche ore mentre “altri terroristi” sono stati uccisi dove si stavano svolgendo i combattimenti.
A confermare l’attacco esteso, a sud della striscia di Gaza, che Israele sta portando avanti in queste ore è anche il quotidiano Haaretz dove si sottolinea anche che combattimenti “continuano al confine con la Siria”.
Tel Aviv intanto ricorda che sono almeno 130 gli ostaggi tuttora nelle mani di Hamas che, da parte sua, denuncia almeno 21.100 morti e oltre 55mila feriti a Gaza, dall’inizio delle operazioni israeliane.
Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi giorni, decine di migliaia di palestinesi sfollati si sono riversati nella città di Rafah, all’estremità meridionale della Striscia di Gaza. Città che era già sovraffollata al punto, affermano i funzionari, che anche le operazioni d’aiuto più semplici risultano difficili.
Migliaia di civili, secondo le organizzazioni umanitarie, continuano ad arrivare al valico di frontiera per sfuggire all’intensificazione dei bombardamenti israeliani sul centro di Gaza e sulla città di Khan Younis, nella Striscia, dove peraltro si trova una dei più grandi campi profughi della zona.Il Times of Israel scrive che l’IDF afferma che le truppe della 7a Brigata Corazzata sono avanzate ulteriormente nel sud di Gaza, mentre fanno irruzione nei siti di Hamas a Khan Younis, compreso il quartier generale della divisione di intelligence del gruppo terroristico nella città.
Il quartier generale dell’intelligence era responsabile di tutta l’attività di intelligence di Hamas nell’area di Khan Younis, dice l’IDF, aggiungendo che nello stesso complesso si trovava anche un centro di comando appartenente alla Jihad islamica palestinese.
Secondo l’IDF, le truppe hanno recuperato materiale di intelligence “molto prezioso” dai siti.
Nel frattempo, le truppe della Brigata Givati hanno fatto irruzione in diversi altri siti di Hamas nel sud di Gaza, uccidendo gli agenti con il fuoco dei cecchini e il bombardamento dei carri armati, dice l’IDF.
Si dice che le truppe Givati abbiano anche diretto diversi attacchi aerei contro uomini armati di Hamas nella zona, insieme ad altre infrastrutture appartenenti al gruppo terroristico.
Prima che le truppe manovrassero più in profondità a Khan Younis, l’IDF afferma che la 98a divisione e l’aeronautica militare hanno effettuato circa 50 attacchi su obiettivi nell’area, inclusi tunnel e altre infrastrutture utilizzate da Hamas per attaccare le truppe.
Nel frattempo il governo degli Stati Uniti ha deciso di non attendere la decisione del Congresso per per dare il via libera all’invio di un pacchetto di armi da 147,5 milioni di dollari a Israele. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Antony Blinken in una nota pubblicata nella notte dal dipartimento di Stato. “Data l’urgenza delle esigenze difensive di Israele, il Segretario ha informato il Congresso di aver esercitato la sua autorità delegata per esprimere un’emergenza che richiedeva l’immediata approvazione dell’invio”, si legge nel documento, in cui si ribadisce che gli Stati Uniti “sono impegnati per la sicurezza di Israele, ed è vitale per gli interessi nazionali degli Stati Uniti garantire che Israele sia in grado di difendersi dalle minacce che deve affrontare”. Il pacchetto include articoli accessori, inclusi fusibili, cariche e primer necessari a Israele per far funzionare i proiettili da 155 mm che aveva precedentemente acquistato. E’ la seconda volta in un mese che Washington approva munizioni per Israele.





