Home Politica estera IRAN, PERCHE’ ABEDINI DEVE ESSERE LIBERATO A OGNI COSTO?

IRAN, PERCHE’ ABEDINI DEVE ESSERE LIBERATO A OGNI COSTO?

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di Giulio Galetti

Perché Abedini é cosí importante per l’IRAN (al punto da rapire e ricattare per liberarlo).

Il 16 Dicembre l’Interpol ha fermato nell’area transiti all’aeroporto di Milano-Malpensa, proveniente da Istanbul e diretto a Zurigo, Mohammad Abedini-Najafabadi sulla base di un mandato di arresto internazionale della giustizia americana. Attualmente Abedini che ha il doppio passaporto svizzero iraniano, é in carcere a Busto Arsizio (Varese) in attesa che la Corte d’Appello decida sulla sua estradizione.

Secondo il fascicolo trasmesso dal tribunale di Boston, Abedini ha rifornito il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc), inserito dagli Stati Uniti tra le organizzazioni terroristiche di un dispositivo strategico made in USA di cui é vietata l’esportazione verso l’IRAN e altri 15 paesi.

Alla base dei mandati di cattura spiccati dal Tribunale di Boston, ci sono le risultanze sui resti del drone che ha colpito il 28 gennaio 2024 la base statunitense Tower 22, in Giordania.
Un attacco nel quale sono stati uccisi 3 militari statunitensi ferendone altri 40. L’analisi dei resti del drone recuperato ha rivelato i componenti USA.
L’attacco venne rivendicato da Kata’ib Hezbollah, una milizia irachena sostenuta dall’Iran.
In proposito l’Iran negó ogni responsabilità, del resto anche per il 7 Ottobre fecero lo stesso…

Abedini ha fondato a Teheran la San’at Danesh Rahpooyan Aflak Co. (SDRA), un’azienda che produce il Sepehr Navigation System, ovvero il sistema che governa il volo e l’illuminazione dei target utilizzato nei droni militari nonché nei missili da crociera e balistici.

Abedini, forte della doppia nazionalità, é anche titolare della Illumove Sa, una società di copertura svizzera per eludere le norme sulle importazioni illegali. La stessa commercializza Inclinometri dinamici usati in avionica per correggere con grande precisione (0,015° la deviazione massima) l’assetto di droni e testate in volo (vedi foto del loro dispositivo di punta: DIRECTRON).

Il reato commesso é quelli di aver importato tecnologia strategica USA, sottoposta ad embargo tramite una triangolazione con un altro corrispondente iraniano anche lui con doppia nazionalità.

Tale corrispondente è Mahdi Mohammad Sadeghi, cittadino statunitense-iraniano di 42 anni, fermato negli Usa (sempre il 16 dicembre) nell’azienda produttrice di semiconduttori – ANALIG DEVICE – per cui lavora nel Massachusetts. Secondo l’accusa, nel 2016 si recò in Iran per cercare finanziamenti da un’organizzazione governativa per un’azienda di dispositivi per il fitness che aveva co-fondato.

In quell’occasione, incontró Abedini aiutandolo poi ad ottenere componenti elettrici americani.

Nel 2019 si fece assumere dalla Analog Devices, in Massachusetts, e fece firmare alla sua azienda un contratto per la fornitura di materiali con la ILLUMOVE.

I numerosi post che ho letto in merito alla montatura americana che perseguita un povero scienziato sono del tutto privi di fondamento. Basterebbe per tali minimizzatori, porsi una domanda: perché sollevare tutta questa polvere e scatenare un incidente diplomatico solo per un ingegnere?

Autore

  • Redazione

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