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FOLGORATI SULLA VIA DI DAMASCO

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L’Agenzia Nova anche oggi, come altre agenzie internazionali, riporta notizie circa attacchi di aerei russi su Idlib  nella zona a Nord Occidentale della Siria nei pressi del confine con la Turchia, come continuano gli scontri armati ad Aleppo, sempre nella zona nord della Siria in quella che è considerata la “Capitale del Nord” seconda dopo Damasco con circa 2 milioni di abitanti oltre ad essere una delle città più antiche del mondo.

Russi e truppe fedeli di Assad stanno contrastando unità Jihadeiste della fazione Hayat Tahrir Al-Sham (HTS) sovvenzionate dalla Turchia, e nel ginepraio Medio Orientale valutare ipotesi ed interpretazioni di eventi è sempre complesso. In ogni caso nei fatti avviene che , e chi scrive qualche mese fà lo aveva anticipato in un precedente articolo, 2 protagonisti del Medio Oriente prima o poi sarebbero usciti allo scoperto, e questi protagonisti sono Turchia ed Egitto.

Erdogan ha interesse a far dimettere Assad a Damasco giusta le difficoltà che i protettori del leader siriano hanno in questo momento. I russi, il cui vero ed unico obiettivo geo politico strategico si chiama “Euroasia” come il loro ideologo Dugin, figlio naturale del KGB, sostiene da sempre ,  si preparano a negoziare con la nuova amministrazione statunitense di Trump la vicenda Ucraina ed oltre a difendere la loro base siriana a Tartus più di quello che stanno facendo in queste ore non possono procedere oltre.. L’Iran, a voler ricordare la famosa “Mezzaluna Rovesciata” sciita che da Teheran passa da Damasco e finisce a Beirut, malgrado proclami di facciata, vive difficoltà interne visto che Israele e Mossad non lasceranno il loro lavoro a metà, ed è difficile continuare a sostenere militarmente sia siriani che hezbollah libanesi. Assunto ciò recuperare tagliagole di varie risme ed etnie dallo Yemen ad Instanbul non è compito difficile perchè basta pagare qualche dollaro.

A breve tornerà l’Egitto a farsi vivo in quanto nessuna soluzione per Gaza ed i palestinesi può avvenire senza la volontà ed il consenso del Cairo. La spinta che l’IDF stà operando verso le popolazioni palestinesi è sul valico di Rafah al confine tra la Striscia e l’Egitto, e la sua apertura dipenderà dai vantaggi che Al-Sisi potrà ottenere circa la Cirenaica ove a Tobruch sempre una presenza russa sussiste.

Ma i fatti si interpretano sulle domande che ne derivano, pur nella parzialità delle interpretazioni stesse.

Come mai torna la faida tra sunniti e sciiti in Siria?

La risposta, per chi scrive, è sempre la stessa . La risposta sono gli immani e poderosi interessi economico finanziari che derivano dalla “Via del Cotone”  e nel futuro prossimo venturo, dall’adesione dell’Arabia Saudita agli “Accordi di Abramo” con Tel Aviv. Turchia ed Egitto non possono essere indifferenti da questa opera, la “Via del Cotone” che realmente ha la possibilità di mutare il volto e la vita del Medio Oriente dalla Penisola Arabica al Mediterraneo ed arginare l’influenza dell’Iran è una priorità. E sul Mediterraneo si cita la recente affermazione del nostro Primo Ministro Giorgia Meloni che ha ricordato di come il Mediterraneo sia centrale rispetto alle rotte tra l’Indo Pacifico e l’Atlantico e di come l’Italia sia al centro del Mediterraneo stesso. Ma questi argomenti li lasciamo ai professori, quelli bravi che sono direttori di riviste patinate ed importanti. A tal proposito queste persone e queste riviste rammentano allo scrivente un antico adagio arabo imparato a Beirut anni fà che recita più o meno cosi:”.. una sella dorata sul dorso di un asino non lo renderà mai un puledro..”.

Tornando alle vicende siriane è sulla via di Damasco che si chiuderanno i giochi almeno per il futuro prossimo. Tra gli 84 Km in linea d’aria ed i 113 Km in linea di terra tra Beirut e Damasco, le diplomazie ed i servizi segreti di mezzo mondo si giocheranno il tutto per tutto per garantirsi le più favorevoli condizioni negoziali per la “Yalta” che verrà, la “Yalta” che avrà il nome di una diversa località, ma che dovrà riscrivere i confini in Europa , in Medio Oriente, ma anche in Asia Centrale, tra Afghanistan, Kazakistan fino a giungere nella bella città di Baku in Azerbaijan e comprenderne il significato basta andare a “vedere” la geografia di quel quadrante geopolitico.

L’Italia potrebbe giocare un ruolo importante in questa partita, avrebbe tutto da guadagnare in termini economici e potrebbe dare “fisicità” al Piano Mattei , ma si ha il dubbio che a Roma, nei Palazzi che contano,sia più importante contare i i giorni che mancano per le ferie e feste di Natale, tra settimane bianche con allegati “varie ed eventuali”. E mentre a Roma si addobba l’albero di Natale con le calze delle amanti e non della Befana, a Washington si stà preparando il set del remake del film “Sfida all’OK Corral” dove tra i protagonisti da un lato Kash Patel nuovo Direttore della FBI e John Ratcliffe nuovo Direttore CIA  e dall’altro il vecchio apparato del Deep State con la regia di Elon Mask con sfondo scena il Pentagono.

Comunque, si creda a chi scrive, la Via per Damasco partendo da Beirut, ne vale la pena percorrerla ….

Autore

  • Redazione

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