
di Giovanni Fasanella
Un amico mi scrive:
“Ciao Giovanni. Ti volevo chiedere, ma l’Europa può continuare di questo passo? Io non ce l’ho minimamente con il popolo ebraico, me ne guarderei bene, ma mi pare che l’Europa avalli tutto ciò che Israele fa o dice. Da decenni. I paesi europei non riconoscono lo Stato palestinese. Si vietano le manifestazioni pro Palestina, cosa che trovo pericolosa e adesso anche la cultura, i libri. Possiamo continuare di questo passo o sarebbe ora di cambiare marcia?
Intendo un’Europa più bilanciata, che intervenga per entrambe le parti. Che cerchi soluzioni e che non sia necessariamente schierata. Quasi sempre dalla stessa parte. Dov’è l’Europa dei diritti e dei popoli? Se devo dire, in questi giorni vedo più bilanciati gli Stati Uniti. Sono loro che hanno obbligato Israele ad aprire le pompe dell’acqua alla striscia. Perché l’Europa è così poco determinante quando invece dovrebbe esserlo per cultura?
Ciao, buona giornata.”
Caro Massimiliano,
in realtà, l’Europa è annichilita dalle due guerre che si combattono alle porte di casa, in Ucraina e a Gaza. E’ emersa la sua totale incapacità di esercitare un’iniziativa diplomatica all’altezza delle sue potenzialità e delle nostre aspettative. Non è ancora (lo diventerà mai?) un soggetto politico dotato anche di una forza militare comune. Resta di fatto la somma aritmetica di tante nazioni collocate nello stesso luogo geografico. E l’assenza di un soggetto europeo, capace di muoversi con forza e autorevolezza sulla scena mondiale, pesa enormemente.





