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EUROPA, PRIMA DI DECIDERE LE SPESE MILITARE CALCOLIAMO ALMENO IN MODO CORRETTO

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di Francesco Pontelli

La spesa reale in armamenti risulta ora calcolata con due pesi e due misure.

Andrebbe ricordato una volta di più come si intende offrire una stima oggettiva relativa all’incidenza reale delle spese militari per i diversi stati coinvolti, adottando i medesimi parametri statistici.

Precedentemente all’ultimo stanziamento di ottocento (800) miliardi, fortemente voluto dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ed approvato  dal Parlamento Europeo, l’Unione Europea, pur escludendo gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna, destinava già al settore della “difesa ed armamenti” circa il 56% in più rispetto alla Russia (la valutazione dei finanziamenti destinati alla difesa per la Russia sono stati  calcolati in dollari internazionali e parametrati in funzione al potere di acquisto delle Russia).

Viceversa, per quanto riguarda il calcolo degli stanziamenti europei, in questo caso, sono stati calcolati in dollari americani al cambio attuale, i quali esprimono un’economia in cui potere d’acquisto risulta sicuramente superiore a quello europeo. Successivamente non si è svolta la operazione per riparametrarli al potere d’acquisto europeo inferiore sicuramente a quello statunitense, al contrario di come invece è stato calcolato per la spesa militare russa.

Ciò in quanto ogni analisi statistica va rapportata tra sistemi omologhi ed il differente potere d’acquisto dei diversi schieramenti militari, atteso che siamo di fronte all’espressione di diverse economie, il che implica la relativizzazione dei valori assoluti dei finanziamenti espressi in miliardi.

Aggiornando, ora, la spesa europea aggiungendo i nuovi finanziamenti approvati in sede comunitaria e quindi esprimendo il valore complessivo, il tutto valutato a parità di potere di acquisto anche in ambito europeo, il differenziale di spesa europea nei confronti con la Russia si innalzerà dal +56%addirittura al +220 % del budget riservato nel complesso al settore delle spese militari. Questo corretto processo esprime un rapporto e soprattutto un risultato di spese a parità di potere d’acquisto, il quale, come chiaramente indicato nel diagramma, modifica completamente la percezione della realtà come la sua stessa narrazione e con essa lo scenario finanziario relativo alle spese militari.

In secondo luogo, azzera il valore di ogni parametro economico e politico, sui cui si è dibattuto, basato su dati evidentemente non corretti e sulla base dei quali si sono sviluppate persino le decisioni della Commissione, compreso il voto dei parlamentari europei e segnatamente quelli italiani.

Questo errore colossale, commesso dai massimi vertici istituzionali europei, rappresenta l’ulteriore prova del senso di inadeguatezza della sua intera classe politica e burocratica, la quale si trova ad affrontare dinamiche geopolitiche dimostrandosi e confermandosi assolutamente incapace ed impreparata, ottimamente sostenuta da un sistema dei Media schierato sulla semplice base della convenienza politica.

Autore

  • Redazione

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