Home Opinioni ESOPO E LA FAVOLA DELL’ASINO, ATTUALE ANCHE PER I MANAGER

ESOPO E LA FAVOLA DELL’ASINO, ATTUALE ANCHE PER I MANAGER

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di Gianvito Caldararo

Le favole di Esopo, come evidenzia David Noonan, nel suo libro dal titolo “Esopo e il manager” – Brevi favole per vivere meglio in azienda – “hanno sempre un messaggio per i manager e la gestione delle risorse umane.

Esopo racconta la favola dell’asino che trasportava il sale, nella quale un mercante decise di andare a vendere del sale al mercato. Decise così di caricare l’asino di alcuni sacchi di sale e si mise in viaggio per la città. Un tratto della strada correva lungo la riva scivolosa di un torrente. Mentre si trovavano a passare in quel punto, l’asino perse l’equilibrio e scivolò nelle sottostanti acque del torrente che fecero disciogliere il sale  e alleggerirono così il carico dell’animale.

Il mercante, profondamente avvilito, ritornò a casa e provvide a ricaricare il sale sull’asino. Sono stanco di trasportare pesanti carichi, in particolare il sale, pensò l’asino fra sé e sé . Se continuerò a scivolare nell’acqua potrò liberarmi di questi carichi. La seconda volta che l’asino raggiunse il tratto di strada scivoloso, perse intenzionalmente l’equilibrio e cadde di nuovo nel torrente.

A questo punto, il mercante si rese conto del trucco messo in atto dall’asino. Pertanto, nel viaggio successivo egli caricò l’animale delle spugne e così quando scivolò di nuovo nell’acqua, l’asino, per non affogare, si trovò a dibattersi affannosamente sotto un carico il cui peso era più che raddoppiato.

Qual’è la morale di Esopo contenuta in questa storiella? È quella che ai vecchi trucchi si replica con nuovi trucchi. Mentre il punto di vista del management è quello che le cose sarebbero andate diversamente se solo l’asino si fosse reso conto dell’importanza del suo lavoro.

Nell’antichità, il sale aveva un significato religioso. Gli Ebrei strofinavano del sale sui neonati per assicurare loro una buona salute. In certi periodi, il sale era così scarso, e quindi prezioso, che veniva usato al posto del denaro. I legionari di Cesare ricevevano una parte della loro paga sotto forma di sale.

Se ne avesse avuto la possibilità, il mercante avrebbe potuto porre fine al comportamento irrazionale dell’animale facendo appello alla naturale esigenza di essere partecipi di qualcosa di più grande e di più importante.

Con tutta probabilità, l’asino – se avesse saputo che il sale sarebbe stato usato per proteggere i neonati e per retribuire i soldati addetti al mantenimento della pace – sarebbe stato orgoglioso di trasportalo.

La favola può favorire una profonda riflessione sul significato del lavoro, che non può essere considerato come una semplice prestazione, ma anche con il senso di missione. Cioè il lavoro che continua ad avere uno scopo superiore. Steve Jobs, affermava: “L’unico modo per fare un ottimo lavoro è amare quello che fate”. Robert Reich, ex ministro del Lavoro degli Stati Uniti, una volta ha affermato: “Il lavoro ha sempre rappresentato qualcosa di più di una pura transazione economica. Esso contribuisce a definire la nostra identità; è una conferma della nostra utilità.

Ciò che facciamo sul lavoro (….) apporta significato e dignità alla nostra vita. La dignità sul lavoro non è una semplice questione di posizione sociale e di potere. La dignità dipende in gran parte, credo, dal fatto che uno si senta apprezzato. Henry Ford. dichiarava: “Qualità significa fare le cose bene quando nessuno ti sta a guardare”. E il senso dell’essere apprezzato sul lavoro deriva sia dalla stima che ci viene dimostrata dagli altri, sia dal nostro orgoglio nello svolgere bene il nostro compito, non importa quanto umile.

Da questo punto di vista, il lavoro è una questione tanto etica quanto economica. Ogni lavoratore può giovarsi della forza che proviene dal perseguire uno scopo superiore, indipendentemente dalla posizione che occupa nella gerarchia organizzativa. Diceva Voltaire: “Il lavoro allontana tre grandi mali : la noia, il vizio e il bisogno”. Mentre Sigmund Freud, affermava: “L’uomo energico, l’uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desideri”. Il lavoro da dignità all’uomo e non il sussidio. Infatti, lo stesso Freud, sosteneva “che una persona che si sente apprezzata farà sempre più di quanto è previsto”. 

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  • Redazione

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