Home Cronaca ELON MUSK, ADDIO ALL’ELETTRICO?

ELON MUSK, ADDIO ALL’ELETTRICO?

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Tesla, dopo anni di dominio nel mercato delle auto elettriche, sta considerando nuovi orizzonti, tra sfide tecnologiche e scelte strategiche.

Elon Musk potrebbe dire addio alle auto elettriche, stravolgendo il mercato.

La decisione di Musk, che si aggiungerebbe ai mutamenti di strategia già in atto in alcune case automobilistiche metterebbe drasticamente in mora la idiozia cocciuta dei burocrati di Bruxelles che stanno distruggendo l’industria automobilistica europea con la loro ideologia green, che ormai è dichiaratamente fasulla.

L’effetto più significativo del mutamento di indirizzo di Musk sarebbe che l’Occidente abbandonerà l’estremismo dell’elettrico e che la Cina dovrà trovare un mercato interno per le sue produzioni.

La mossa ha un risvolto geostrategico, in quanto diventa un modo per comprimere l’espansione cinese relativamente all’auto elettrica, costringendo il Dragone a fare i conti con la creazione di un mercato interno che significa aumento del livello economico delle masse cinesi.

Inoltre un’espansione del mercato interno delle auto elettriche costringerebbe la Cina a produrre energia elettrica, sfruttando le fonti tradizionali, con un effetto di aumento dell’impiego del carbone e del petrolio.

In ogni caso, al di là delle idiozie dell’Unione Europea, sempre più imbozzolata in una difesa ad oltranza di ideologie prodotte da leadership di incapaci, come dimostrano le crisi di Francia e Germania e, a seguire, della Spagna, la realtà è che nessuno vuol comprare le macchine elettriche, nonostante incentivi e assillante propaganda.

Negli ultimi anni, molte case automobilistiche hanno investito significativamente nello sviluppo di auto elettriche, attratte dalle normative ambientali e dalla crescente domanda di mobilità sostenibile. Ma non tutte le aziende sono riuscite a mantenere questa direzione a lungo termine.
Questa diversificazione riflette una volontà di mitigare i rischi legati a un mercato elettrico ancora in evoluzione.

Alcune fabbriche hanno deciso di abbandonare o ridimensionare i progetti legati alle auto elettriche a causa dei costi elevati di produzione, delle difficoltà nella catena di approvvigionamento delle batterie e della limitata infrastruttura di ricarica in molte aree. 
Alcuni produttori hanno scelto di concentrarsi su soluzioni alternative, come l’ibrido o l’idrogeno, ritenuti più gestibili in termini di costi e tecnologie.
Tesla, leader storico del settore, sta affrontando difficoltà, ha perso il primato globale delle vendite di veicoli elettrici a favore della cinese BYD.

In risposta alle difficoltà dell’elettrico, Tesla ha sospeso alcuni dei suoi progetti chiave, come il Cybertruck e la Model 2. Il primo ha subito ritardi e richiami a causa di complessi problemi tecnici, mentre il secondo, concepito come un’auto elettrica economica accessibile, è stato cancellato.

Negli ultimi mesi, si è ipotizzato che Tesla possa esplorare il settore dell’idrogeno come alternativa all’elettrico. 

Nel frattempo, altre aziende come Toyota e altri produttori giapponesi stanno già investendo pesantemente in questa tecnologia, posizionandosi come pionieri in un mercato che potrebbe rappresentare il futuro della mobilità sostenibile. L’eventuale decisione di Tesla di abbracciare l’idrogeno segnerebbe una svolta significativa nel panorama automobilistico globale.

Negli ultimi anni, l’industria delle auto elettriche ha conosciuto un’espansione rapida, ma la crescita ha rivelato anche difficoltà strutturali.

Il mercato sta affrontando una crisi significativa in Occidente.

Le vendite di veicoli elettrici sono in calo e i costi di produzione restano elevati a causa delle complessità nella catena di approvvigionamento delle batterie e delle limitazioni infrastrutturali, come la scarsa diffusione delle stazioni di ricarica.

L’unico parametro che non è in calo è la cocciutaggine dei fanatici del green, accampati a Bruxelles.

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  • Redazione

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