Home Politica ELLY SCHLEIN AL CAPOLINEA?

ELLY SCHLEIN AL CAPOLINEA?

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di Bruno Chiavazzo

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Elly Schlein, la segretaria del PD, in un solo giorno ha preso due topiche clamorose: contestare la riforma della Giustizia del ministro Nordio e, l’altra, andare alla manifestazione del descamisado Conte, dove il redivivo Beppe Grillo, dal palco, ha invitato gli astanti ad “indossare il passamontagna” per ripulire nottetempo le strade.

In entrambi i casi è stata messa in croce dal suo partito. Nel primo caso con i sindaci targati PD che hanno applaudito la riforma dell’abuso d’ufficio, proposta dal governo, che ha tolto dalle loro teste la mannaia della magistratura che, per qualsiasi sghiribizzo amministrativo, poteva inviare il vituperato avviso di garanzia, mettendo fine alla loro carriera politica.

Nel secondo un Conte versione “guerrigliero” in camicia, senza pochette d’ordinanza, alla testa di una manifestazione in cui rimbalzavano slogan anni ’70, contro tutto e tutti, ha raggiunto l’acme quando sul palco è salito Beppe Grillo che ha chiamato la piazza a passare alle vie di fatto calzando il passamontagna se vogliono veramente cambiare le cose.

A dirla tutta le metafore non sono proprio il forte dei 5 stelle, dalle scatolette di tonno alla fine della povertà, non ne hanno azzeccata una, ma stavolta qualcuno potrebbe prenderli sul serio indossando il “mephisto” per colpire al “cuore” lo Stato come scrivevano i brigatisti che, detto per inciso, erano molto più pericolosi di questi sciamannati in libera uscita.

In questo casino la Schlein non ha trovato di meglio da fare che andare ad abbracciare il nuovo “caudillo” di un partito che è pronto alla qualunque pur di non scomparire dalla scena con conseguente perdita di stipendi e prebende.

I sindaci PD che sono sul pezzo tutti i giorni, hanno capito subito che la riforma dell’abuso d’ufficio, avrebbe dovuta farla il PD negli ultimi 12 anni in cui è stato al governo con chiunque, ma essendo ostaggio del “politically correct”, non si tocca nulla se i circoli radical-chic e la stampa che li appoggia non vuole.

La stessa stampa che ne ha determinato la dissoluzione e che sta portando la Meloni a detenere un potere che nessun presidente del Consiglio ha mai avuto con meno del 30% dell’elettorato che si è recato alle urne.

Sì, perchè il 40% degli italiani aventi diritto, come sappiamo, non ha votato. Ecco questo è il capolavoro politico della undicesima segretaria del PD negli ultimi quindici anni.

Tra meno di un’anno ci saranno le europee e, se queste sono le premesse, sono già aperte le iscrizioni per il prossimo erede di Togliatti, Longo, Berlinguer, Occhetto, D’Alema, Zingaretti e di tutti gli altri che non ricordo più.

Autore

  • Redazione

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