Home Cronaca È morto il Comandante Alfa, l’Eroe senza volto

È morto il Comandante Alfa, l’Eroe senza volto

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Comandante Alfa

Ha servito e protetto lo Stato per oltre quarant’anni, combattendo terrorismo e criminalità

Tra i fondatori del GIS, il Gruppo d’Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri nato per impulso dell’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, ha servito l’Italia per tutta la vita affrontando i pericoli più estremi, sempre lontano dai riflettori.
Il volto nascosto, il coraggio visibile, è il carabiniere più decorato d’Italia, un simbolo dello Stato.

Dopo essere partito per Roma, nel 1969, a soli 17 anni, Antonio Marzullo, questo il suo nome, venne arruolato nei carabinieri e dopo aver prestato servizio alla territoriale, entrò nel 1971 nel 1º Battaglione Carabinieri paracadutisti “Tuscania” dell’Arma.
A maggio del 1977, a 26 anni, venne scelto dall’allora Colonnello Romano Marchisio, comandante del battaglione, insieme ad altri commilitoni, per far nascere un nuovo reparto d’èlite.

Di lì a pochi giorni gli uomini prescelti vennero trasferiti in una vecchia palazzina e fisicamente separati dagli altri carabinieri paracadutisti. Durante l’addestramento gli venne assegnato lo pseudonimo di “Alfa”. Il 25 ottobre nacque il primo nucleo del Gruppo di Intervento Speciale e, dopo l’addestramento, la sua istituzione ufficiale sarà il 6 febbraio 1978, in piena emergenza terrorismo.

Come racconta in un suo libro, il Comandante Alfa non accettò subito l’incarico, anzi lo rifiutò ben due volte, ma come egli stesso sottolinea a volte le grandi storie d’amore iniziano con un rifiuto.

Una vita trascorsa nell’ombra la sua, al servizio dell’Italia, senza mai cercare applausi, ma mettendo sempre al primo posto il dovere, l’onore e la sicurezza dei cittadini.

Per tanti carabinieri e per chi ha avuto il privilegio di incontrarlo, non è stato solo un Comandante: è stato un maestro di vita. Con la sua umiltà, la sua gentilezza e la sua forza morale ha insegnato che il valore di un uomo si misura dai principi che difende e dall’esempio che lascia soprattutto ai giovani.

E di esempi il Comandante ne ha lasciati tanti quante le imprese del suo reparto compiute in Italia e all’estero. Pochi sanno ad esempio che fu il GIS dei Carabinieri a essere inviato in Libia per catturare gli autori della strage di Lockerbie, la piccola città della Scozia dove esplose un volo della Pan Am per un attentato che causò la morte di 270 persone.

Sempre al GIS fu affidato l’addestramento dei reparti della polizia in Afghanistan, oggetto di ripetuti attentati compiuti da Al Qaeda ed Isis.

Il GIS è stato anche protagonista della cattura di pericolosi criminali di guerra nella ex Jugoslavia ma come detto sono tantissime le missioni per lo più segrete compiute da questo reparto in Italia e all’estero.

Molte operazioni e i relativi retroscena il Comandante Alfa le ha descritte nei suoi libri, racconti avvincenti di una realtà che spesso supera la fantasia.

Tra le tante imprese compiute voglio ricordare il caso del rapimento della piccola Patrizia Tacchella; bambina di 8 anni figlia del patron di Carrera Jeans.

Dopo 79 giorni di prigionia, fu liberata sana e salva il 17 aprile 1990 a Santa Margherita Ligure grazie a un blitz del GIS dei Carabinieri del Comandante Alfa.

Quando il GIS fece irruzione nella villetta di Santa Margherita Ligure, il Comandante Alfa trovò Patrizia, che aveva solo otto anni, seduta a giocare.

Per non spaventarla, fece una cosa mai fatta prima: si tolse il mephisto, il passamontagna nero che nascondeva il volto degli uomini del GIS, la prese in braccio e le disse: «Ora ti porto dalla tua mamma».

Quel gesto è diventato uno dei simboli della sua carriera.

Credo sia giusto lasciare la conclusione di questo breve ricordo alle parole del Comandante:

“Rischiamo la vita. Stiamo lontani da casa per mesi. Delle nostre missioni non possiamo parlare con nessuno: nemmeno con i nostri cari. Per le azioni segrete non ci sono medaglie e, se ci sono, ci vengono date di nascosto.

Perché lo facciamo? Perché il giorno in cui abbiamo scelto di arruolarci abbiamo scelto di servire e di proteggere lo Stato”.

Onore al Comandante Alfa.

Autore

  • Adolfo Tasinato

    Laurea in Comunicazione e Marketing, Master in comunicazione digitale. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti, socio della Associazione Giornalisti 2.0. Scrivo per il Nuovo Giornale Nazionale.

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