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DOMANDE IN ATTESA DI RISPOSTE

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di Carlo Di Stanislao

“Le domande sono spesso più importanti delle risposte”
Claude Roustan
 
Cathy La Torre è l’avvocata e attivista specializzata nella tutela dei diritti della comunità LGBT, sponsorizza l’app di incontri Bumble. La Torre infiocchetta l’operazione definendola «pubblicità progresso», perché Bumble è «l’unica app che rende gli incontri online migliori mettendo al primo posto l’esperienza della donna» – che può interagire per prima. 
Strumento di parità e di tutela… Ma i concetti di donna, di binarismo, di sesso biologico, non li avevamo superati? Dobbiamo dare retta alle adv o ai reel? 
 
Seconda questione. 
Imperversa sui social, con oltre 3 milioni di follower, la pagina «Geopop», piattaforma di divulgazione prima scientifica adesso culturale-politica-domestica-qualunquista che racconta in 3 minuti i come e i perché di quasi tutto, solleticando la nostra inclinazione voyeuristica e pornografica per le stronzate. 
 
Appaiono sempre più post in collaborazione con ENI che sappiamo, in questo momento, impegnata in una «grandiosa opera di distrazione cognitiva» per «allontanare dal grande pubblico l’idea che l’azienda abbia ancora a che fare con il mondo petrolifero, avvicinare la sua immagine a un futuro sostenibile, rinnovabile, generosamente vicino alle comunità territoriali e promotore delle bellezze artistiche e paesaggistiche dell’Italia» (un articolo che consigliamo su L’Indipendente, l’unico quotidiano a cui valga la pena abbonarsi). 
 
Geopop rientra in questa strategia di cultural e green washing dell’azienda? Insieme a tutto il gruppo Ciaopeople di cui fa parte, al fianco della testata «Fanpage», che ospita sul suo sito un’intera pagina dedicata all’ENI, con contenuti dichiaratamente sponsorizzati dal colosso petrolifero?
 
Numero 3. Il più complesso.
 
Esce il libro Anarchia di Leonardo Caffo per Raffaello Cortina Editore. L’autore ha annunciato sui suoi social la pubblicazione, complimentandosi con se stesso per aver raggiunto il primo posto nei bestseller di Amazon. In verità era bestseller nella sezione “Anarchia”, dove se muovi due copie sei già sul podio.
 
Caffo, nel mondo giacobino un cui viviamo, dovrebbe essere al centro di una grande discussione mediatica perché la Procura di Milano, dopo una perizia medica, ha chiesto una condanna a 4 anni e mezzo per maltrattamenti e lesioni alla ex. 
 
Invece non c’è nessun dibattito in merito, in quanto Caffo è amico dell’intellighenzia giusta (quella giacobina appunto, ma solo con gli altri), quella che fino a ieri sbandierava il «sorella io ti credo» e oggi sceglie il garantismo, in alcuni casi persino la difesa (Teresa Ciabatti, Ilaria Gaspari, Chiara Valerio si sono esposte in tal senso). 
 
Niente giustizialismo per carità – però si scelga la condotta da adottare, e in questo momento di ambiguità si opti almeno per il silenzio, anche quello delle pubblicazioni.
 
L’amichettismo, variazione culturale del familismo, vince anche sull’ideologia, e non importa se emergono le contraddizioni, se si impongono i toni e le modalità che si condannavano fino a ieri, per salvare un amico si attiva il dispositivo della superiorità morale, dell’impunità intellettuale, del cameratismo culturale. 
 
Se a destra assistiamo alle nefandezze di una gioventù meloniana omofoba e razzista, che probabilmente non reciderà mai il cordone ombelicale con un passato che non passa, malgrado i tentativi di rebranding, negli ambienti culturali progressisti viene a galla tutta l’ipocrisia del doppiopesismo, si palesano metodi di protezione discriminatori, che dimostrano a loro volta quanto il femminismo dei salotti, se vuole davvero vincere la sua battaglia, debba fare i conti internamente con le logiche clientelari che prevalgono tra i suoi esponenti più noti, tutelati da una rete di relazioni culturali che li rende immuni alle loro stesse accuse.
 
In Italia non si può fare la rivoluzione perché ci conosciamo tutti, scriveva Longanesi un secolo fa.
Durerà a lungo tutto questo per cui una guida la troveremo nella Murgia (divenuta santa icona) e nella Geppi nazionale che spunta in tv, nei premi, nei festival, nella  radio e anche a Sorrentino, corrusco e arcigno, tocca sorridere? 
 

Autore

  • Redazione

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