
Piero Imberti, storico dirigente Uil nel settore dei metalmeccanici (Uilm), protagonista delle vicende sindacali degli anni Ottanta e Novanta a Brescia, più volte membro della Ceca, si è recato ieri a Gazzaniga, al gazebo della Cisl per firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per la partecipazione attiva dei lavoratori alla vita delle aziende. Membro della Fondazione Kuliscioff.
La stessa cosa ha fatto ieri Walter Galbusera, dall 1972 al 1978 Segretario Generale della UIL Metalmeccanici di Milano e della FLM. Nel 1979 Segretario Generale del Sindacato Nazionale Chimici della UIL. Dal 1981 al 1989 ha fatto parte della segreteria nazionale confederale della UIL. Dal 1989 fino al 2014 è stato segretario generale della UIL Lombardia. Dal 1999 al 2001 ha fatto parte del CdA della SEA Milano. Attualmente è Presidente della Fondazione Anna Kuliscioff.
La firma di due dirigenti di rilievo nel panorama storico della Uil alla proposta Cisl apre un varco nel sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri, allineato con la Cgil e con le posizioni del Movimento Cinque Stelle.
“La proposta della Cisl – dice Imberti – va nella direzione della Mitbestimmung teorizzata a Bad Godesberg e praticata in Germania. La proposta dovrebbe essere fatta a livello europeo”.
“La partecipazione al lavoro”, si legge nel sito ufficiale della Cisl, è una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CISL che disciplina in ogni dettaglio la partecipazione attiva dei lavoratori alla vita delle imprese. La proposta nasce con l’intento di dare piena attuazione all’art. 46 della Costituzione.
La partecipazione dei lavoratori alle imprese non è solo il vettore di uno sviluppo economico ma anche un mezzo per la realizzazione di un progresso sociale, un traguardo necessario per il completamento della democrazia.
In un contesto sociale e politico come l’attuale, in cui forte è l’esigenza di innovare le relazioni sindacali e la contrattazione, questa legge può produrre effetti positivi per tutti: aumento dei salari, qualità e stabilità del lavoro, maggiore produttività e competitività, più sostenibilità, sociale, zero delocalizzazioni, più salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, più investimenti, una piena coesione sociale, rientro delle imprese dall’estero.





