Home Politica DIFENDERE IL FORTE APACHE EUROPEO FATTO DAI FONDAMENTALI DEL WELFARE

DIFENDERE IL FORTE APACHE EUROPEO FATTO DAI FONDAMENTALI DEL WELFARE

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Silvano Danesi nell’edizione di ieri del Nuovo giornale Nazionale, cogliendo i mille nodi che stanno arrivando con un tempismo perfetto al pettine, propone un confronto forte che vada oltre le liturgia di maniera, dove i lupi, simbolo di libertà, che rifiutano per istinto l’omologazione, si coalizzino e promuovano iniziative oltre i canoni usuali del confronto politico .

Oggi tutti possono costatare, sia sul piano culturale, sia sul piano politico in tutti i campi, che si sta imponendo la logica di un trasformismo che la fa da padrone a partire dal mondo della comunicazione, con una ricaduta meschina su quello culturale e politico, dove prevale la logica di incanalare gli interessi in campo su un percorso predefinito che ci porta verso il dominio dei monopoli.

Vediamo osservando esempi concreti che tutto tende a diventare fatua propaganda.

In questo attuale contesto osserva argutamente Silvano Danesi : “La guerra in Ucraina viene spacciata come l’eroico ostacolo del popolo ucraino all’avanzare del totalitarismo rappresentato da un’autocrazia e questo nel mentre l’Unione Europea va sistematicamente adottando, grazie all’alleanza del Ppe con i socialisti paleolitici, misure tendenti a ridurre progressivamente gli spazi di libertà e di democrazia, imponendo misure degne dei piani quinquennali sovietici e schemi di controllo sociale degni della Cina comunista”.

Ma è quanto sta avvenendo in Cina dove, dopo la stagione della pandemia, con l’introduzione di elementi di contenimento delle libertà individuali, usando metodi politici e tecnologie innovative intrecciate tra loro, si sta smontando un percorso storico culturale e politico con il quale si vuol imporre “l’obbedienza” in sostituzione di una “partecipazione democratica” dove il perno è rappresentato dal diritto alla verifica nel percorso della molteplicità di atti istituzionali e politici.

Oggi i media occidentali non ne parlano nemmeno, attuando così una censura preventiva .

Tutto quello che abbiamo vissuto durante il periodo dei lockdown per l’emergenza Covid costituisce la riproduzione, su scala ridotta, di quanto sperimentato su vasta scala dal governo cinese sulla propria popolazione.

Vediamo inoltre che i portavoce del World Economic Forum ci dicono, senza mezzi termini, che il modello cinese è il riferimento per il progetto del Grande Reset.

Nel vuoto palpabile di quello che furono i grandi partiti europei c’è un attacco selvaggio e concentrico contro quel Fort Apache europeo rappresentato da una società civile e produttiva che nel tempo aveva costruito un percorso consensuale su dei fondamentali importanti, che hanno rappresentato partecipazione nei processi produttivi e decisionali che nella sostanza rappresentano le fondamenta del welfare, della democrazia e delle libertà individuali .

Cardini indisponibili da porre in discussione .

Oggi il Fort Apache Europeo è messo al centro dell’attacco con tutti i possibili sotterfugi e tradimenti più pretestuosi ed è per questo che urge un contrattacco forte di “tutti i lupi “ che hanno a cuore la libertà e il destino delle radice civili culturali e politiche dell’Europa .

Serve marcare resistenza e contraccolpi strutturali forti per difendere i fondamentali e una cultura di politica estera espressione di una multilateralità geopolitica, elemento fondamentale per una politica di pace e sviluppo.

Molte sono le convinzioni che basti la storia o ideologie più che datate per sviluppare un dialogo pretestuoso con chi vuole solo imporre obbedienza e cultura monopolistica .

Serve togliersi con urgenza il paraocchi in uno scenario in piena evoluzione che sta determinando un orizzonte al quanto terribile.

Proviamo a farci domande dirette : sarebbe Frans Timmermans il nostro referente e la nostra bandiera di riferimento riformista ? Quello che teorizza la nostra piattaforma riformista? Azzerare l’agricoltura in Europa e mettere al centro dello sviluppo europeo la bufala del CO2 come perno di una discriminazione permanente della politica del lavoro ?

Quella posizione sarebbe coniugabile con la strategia della filosofia politica socialdemocratica della Bad Godesberg mentre nei grandi agglomerati produttivi europei si fa una politica di scorporo e di concorrenza sleale dando sede in Olanda a tutte le multinazionali con i meccanismi tributari più sofisticati per sostenere le danze macabre mercantili per assecondare di Xi Jinping?

Il socialismo liberale e stato tradito violentato in profondità non c’è confessionale che possa tutelare tale violenza irrazionale, neanche gridando ogni giorno dai “al fascista” come alibi costruito artificialmente con l’aiuto di un po’ di ottimati cooptati impropriamente nelle istituzioni .

Quello che serve è “un esame di realtà”, non l’ennesima manipolazione di strampalati personaggi dediti solo alla recitazione di litanie insensate, ignorando il destino finale dei nostri risparmi, forniamo ai padroni dei fondi la liquidità necessaria per investimenti il cui scopo è espropriarci di tutto, a partire della casa.

Un suicidio per ignoranza è possibile a causa della malizia dei governi e dei media, complici dell’agenda globalista che avvantaggia pochi a scapito di tutti, come ha ammesso la stessa Black Rock -il fondo più importante al mondo – nelle previsioni per il 2023.

L’agenda di Davos e dell’ONU: Grande Reset uguale grande esproprio.

Non avrai nulla e sarai infelice. Consolati con l’inclusione, la resilienza e la fluidità sessuale

Ecco l’orizzonte nuovo ….serve un concorso pubblico per definirlo ?

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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