di Gianvito Caldararo
A partire dalla riforma della giustizia e fino alla riforma istituzionale, assisteremo ad un crescendo periodo di polemiche roventi. Sarà un periodo di reciproche accuse e il ricordo ci porterà a scoprire la polemica della quale fu oggetto Bettino Craxi, quando presentò il progetto di riforma istituzionale in senso presidenzialista. Il leader comunista Enrico Berlinguer, giunse a bollare Craxi come “un pericolo per la democrazia”. Mai nella storia un leader socialista era stato così pesantemente etichettato. Addirittura Craxi fu paragonato ad Hitler. In sua difesa intervenne l’allora Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, con una lettera che è proprio il caso di riportarla in maniera integrale per le riflessioni contenute. Il testo integrale è il seguente:
“Caro Craxi, è con profonda pena, come cittadino, che vedo con tanto dolore l’imbarbarirsi del confronto politico; ed è con profonda preoccupazione come capo dello Stato che temo lo smarrirsi di alcuni fondamentali principi costituzionali; ciò nel leggere delle farneticanti critiche ad un progetto, del tutto discutibile e legittimamente oppugnabile, tutto da verificare in un aperto e libero confronto, quale è il modello “presidenzialista” elaborato dal partito di cui sei segretario. Posso anche accettare, e come cittadino e come capo dello Stato, che il futuro confronto tra modelli riformatori diversi, sul piano delle riforme istituzionali, sia aspro, duro, ma ragionato e motivato e non mai degenerante nella volgarità o nella irresponsabilità dell’accusa trasversale che tu, leader di un partito socialista a cui la democrazia, la liberazione, la libertà, lo sviluppo tanto debbono, voglia fare…l’Hitler; l’ignoranza gareggia con la malafede e la malafede con la demagogia. Ti esprimo la mia solidarietà come presidente della Repubblica e come cittadino di uno Stato che deve rimanere democratico e tollerante”.
Partendo dal clima di scontro di questi giorni tra il governo e la magistratura, le previsioni sono che assisteremo ad un clima molto rovente, che solo l’autorevolezza, la sensibilità e la moralità del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riuscirà a ricondurre sui binari del confronto politico serio il difficile tema della riforma istituzionale. Con l’intervento a difesa di Craxi, il presidente della Repubblica Francesco Cossiga, mirava a difendere il diritto di chiunque di ipotizzare modelli presidenziali della Repubblica, in un sistema che sia “democratico e tollerante”.
Il presidente Cossiga, fu anche artefice di un messaggio al Parlamento sui problemi della giustizia, con la quale auspicava
“una corretta e credibile amministrazione della giustizia e per l’affermazione della supremazia del diritto”. A contribuire a rasserenare il clima politico ha contribuito l’intervista di Luciano Violante sul Corriere della Sera, dove ribadisce la centralità del Parlamento nel fare le leggi e i magistrati che sono tenuti ad osservare tali leggi, come stabilisce la nostra Costituzione. Speriamo bene.




