Home Politica estera DAL TOSAERBA ALL’ARATRO

DAL TOSAERBA ALL’ARATRO

0

La strategia israeliana nei confronti della Striscia di Gaza è stata per anni quella del tosare l’erba. Quando l’erba cresceva, Israele tosava, senza eradicare.

Fuor di metafora, quando nella Striscia di Gaza aumentavano i tunnell, crescevano i razzi lanciati verso il territorio israeliano, Israele interveniva con qualche azione militare limitata a riportare la situazione in posizione di inoffensività concreta.

Ora il limite è stato superato. Non solo per l’attacco di Hamas, ma per le modalità dello stesso. Uccidere civili, catturare ostaggi, mostrare le efferatezze con la logica dell’Isis non solo ha sconvolto il mondo, ma ha convinto il governo israeliano che si deve passare dal tosaerba all’aratro, ossia, ancora fuor di metafora, dal contenimento all’eliminazione.

Che sia così lo dice il messaggio di Benjamin Netanyahu a Joe Biden, teso a informare gli Usa che Israele entrerà a Gaza per eliminare ogni resistenza e senza fare prigionieri.

A quanto sembra, Tel Aviv ha anche messo nel conto la perdita degli ostaggi.

Non a caso il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto la formazione di un governo di coalizione.

Parlando nel corso di un discorso alla nazione, Netanyahu ha parlato di bombardamenti in atto “continui e senza precedenti” su Gaza e ha detto, senza che ci possano essere equivoci: “Ciò che faremo nei prossimi giorni avrà risonanza per le generazioni a venire”.

Netanyahu ha infine affermato che “una portaerei americana è nella regione per supportarci”, la qual cosa fa capire che gli Stati uniti sono pronti ad intervenire a copertura di Israele.

Il messaggio è forte e chiaro a Iran e cespugli di Teheran. Questa volta si fa sul serio.

Va nella direzione dell’aratro anche l’assedio totale della Striscia di Gaza, lasciata senza acqua, cibo, elettricità, gas e benzina.

Va nella direzione di una solidarietà a Tel Aviv a tutto campo anche anche il vertice che si è tenuto ieri sera a cinque per fare e il punto sulla situazione in Israele, al quale ha preso parte Giorgia Meloni assieme agli altri leader in videocollegamento: il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Rishi Sunak. 

Non è stata convocata l’Unione Europea, ma gli Stati che possono contribuire nel concreto ad una solidarietà, anche militare, con il governo israeliano.

In gioco, a questo punto, c’è l’Occidente.

Quello che vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni è un mutamento radicale dello scenario mediorientale e mediterraneo e un possibile mutamento geopolitico generale.

Meglio non fare previsioni inquietanti, ma nel Medio Oriente tirano venti da guerra mondiale.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui