
di Marco Palombi
Ieri, 19 luglio 2024, si è verificata l’interruzione dei servizi cloud di Microsoft, con un impatto significativo a livello globale. Molti i settori coinvolti e milioni gli utenti che hanno riscontrato problemi con i servizi cloud e le applicazioni di produttività, rallentando le operazioni aziendali e personali.
La causa dell’interruzione è stata attribuita a un aggiornamento del software di sicurezza fornito da CrowdStrike, che ha portato a una serie di problemi tecnici nei servizi di Microsoft Azure e Office 365.
Diverse compagnie aeree, tra cui United Airlines, Delta Air Lines e American Airlines, hanno dovuto affrontare cancellazioni e ritardi, con un impatto sui viaggiatori a livello mondiale.
Le operazioni della Borsa di Londra e di altre istituzioni finanziarie (tranne il NYSE) sono state interrotte, causando ritardi nelle transazioni finanziarie e influenzando i flussi di capitali. Molte banche hanno riscontrato problemi con i sistemi di gestione delle informazioni, interrompendo le transazioni e i servizi ai clienti.
Le istituzioni sanitarie hanno avuto difficoltà nell’accesso ai dati dei pazienti e nei sistemi di gestione, rallentando le operazioni critiche.
In alcune regioni, i servizi di emergenza hanno riscontrato problemi con i sistemi di comunicazione, complicando la gestione delle emergenze. Vari enti governativi hanno subito interruzioni nei servizi, interrompendo le operazioni quotidiane.
L’interruzione ha colpito utenti e organizzazioni in numerose regioni del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, fino all’Asia (soprattutto nel comparto produttivo di questo continente).
Ovviamente, a fronte di ciò, il titolo Microsoft sta subendo cali in borsa. Ricordiamo che Microsoft è quotata al NYSE, non colpito dal crash.
La quotazione attuale delle azioni Microsoft è di 438.75 USD, mentre il prezzo massimo nel mese di luglio 2024 è stato di 468.35 USD. Il calo percentuale rispetto al massimo di luglio è confermato essere del 6.32%, ma le trattazioni sono ancora aperte. Qualora scendesse troppo, sarebbe sospeso per eccesso di perdita. Ma non è ancora a quel livello.
Da buon economista, specializzato in economia di guerra, vedo le cose in modo un po’ particolare.
Notiamo i fatti:
– È accaduto di venerdì.
– Ha colpito tutto il mondo, tranne la borsa dove è quotata Microsoft.
– È accaduto a causa di un aggiornamento andato male, da parte di una società terza (CrowdStrike)
– Questo problema ha causato un calo del valore del titolo Microsoft, che può essere scambiato e acquistato a un valore “scontato”.
Consideriamo che, una volta che uscirà la patch (sulla quale stanno già lavorando e continueranno a lavorare nel weekend, a borse chiuse), e che il mondo capirà di dipendere da Microsoft, visto che un blocco di Microsoft ha fermato il mondo, il titolo Microsoft riprenderà valore, superando quasi certamente il valore massimo già raggiunto questo mese con un rimbalzo di solide dimensioni. Probabilmente fin dall’inizio della settimana prossima.
Il fatto che le maggiori borse, tranne quella di NY, non siano operative, comporta che i capitali vengano naturalmente a confluire verso la borsa americana, dove trovano (guarda caso) un titolo scontato e appetibile, senza che si destino sospetti: il capitale non si ferma mai, quindi è normale che si muova verso Wall Street quando le altre piazze non funzionano.
La stessa Microsoft, se dovesse voler attuare una politica di buy-back o di annullamento delle stock options, lo farebbe durante un ribasso, e magari lo farebbe fare a società terze, disperse nel mondo, quando nessuno le nota, nascondendo dietro un velo societario il proprio ruolo, evitando accuse di insider trading.
Questo consentirebbe a Microsoft di diventare ancora più autonoma e veloce nelle decisioni, senza che l’operazione necessaria per diventarlo susciti alcun sospetto.
Microsoft, con l’effetto elastico causato da questa “crisi”, sfugge dai problemi che ha avuto il settore high-tech in queste ultime due settimane, dovuti alle preoccupazioni circa l’approvvigionamento di microchip a causa delle tensioni Cina-Taiwan e al rallentamento della corsa di Nvidia, causato dallo scetticismo verso la velocità dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale all’interno del comparto industriale, cosa sulla quale gli investitori di Nvidia avevano scommesso, ma che in realtà sta avvenendo in modo più lento rispetto a quanto immaginato dal mercato. (Nvidia è stata dunque sovracapitalizzata rispetto alle realistiche prospettive di crescita del 30% annuo come annunciato da Mazars).
Il rimbalzo di Microsoft farà in più guadagnare potere all’azienda, assicurandole un ruolo comparativamente ancora più importante in un settore generalmente in calo. Inoltre, riprendendo un outlook positivo, continuerà ad attrarre capitali e quindi aumenterà la sua capacità’ di acquistare alcune aziende e di affossarne altre. Una mossa ben nota a BlackRock, ad esempio.
E gli utenti, sia piccoli che grandi? Possibile che non scattino cause miliardarie?
Beh, anche qui due sono i fattori da tenere in considerazione:
- Non è stata una soluzione Microsoft a causare il problema
- Sul mercato non esistono piattaforme più performanti o con la stessa performance di Microsoft. Quindi non ci sono alternative, anche se qualcuno volesse cercarne. Microsoft sta approfittando di un regime di semi-monopolio del mercato per prenderne ancor di più possesso.
Utilizzare una debolezza come propria forza è una tipica mossa guerresca. Ricordiamoci di Annibale durante la battaglia di Canne[i].
Benvenuti nell’Impero.
[i] La tattica di schierare i più deboli al centro del fronte di battaglia per poi chiudere le ali sulle forze nemiche che avanzano è nota come la manovra “a tenaglia”. Questo tipo di tattica è famosa per essere stata utilizzata da Annibale Barca nella Battaglia di Canne nel 216 a.C. durante la Seconda Guerra Punica. La Battaglia di Canne è una delle più celebri battaglie della storia antica, combattuta tra le forze cartaginesi di Annibale e l’esercito romano. Annibale schierò i suoi soldati iberici e galli, meno esperti, al centro della formazione. Questi soldati iniziarono a ritirarsi in maniera controllata sotto la spinta dell’attacco romano, creando un’apparente breccia. Quando i romani avanzarono eccessivamente all’interno della breccia, Annibale chiuse le ali del suo schieramento, formate dai soldati cartaginesi più esperti, accerchiando e intrappolando l’esercito romano. Questa manovra portò a una devastante sconfitta per i Romani, con pesantissime perdite tra le loro fila.
La vittoria di Annibale a Canne è spesso citata come un esempio magistrale di tattica militare e ingegno strategico.





