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CRESCE L’INFLAZIONE ANNUA NELL’AREA EURO AL 2,5 PER CENTO. ITALIA ALL’1,7 PER CENTO

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a cura di Agenzia Nova

L’inflazione annua dell’area euro si attesta al 2,5 per cento a gennaio 2025, rispetto al 2,4 per cento del dicembre 2024. Lo ha riferito una stima preliminare dell’ufficio statistico dell’Unione europea, Eurostat. L’Inflazione annua in Italia si attesta all’1,7 per cento. In merito alle principali componenti dell’inflazione dell’area euro, i servizi segnano l’aumento più elevato: il 3,9 per cento (a dicembre era il 4 per cento). Seguono generi alimentari, alcol e tabacco al 2,3 per cento (2,6 per cento a dicembre), energia all’1,8 per cento (0,1 per cento a dicembre), beni industriali non energetici allo 0,5 per cento (stabili a dicembre).

Il tasso di disoccupazione nell’eurozona è pari al 6,3 per cento a dicembre 2024, in aumento rispetto al 6,2 per cento di novembre e in calo rispetto al 6,5 per cento di dicembre dell’anno precedente. Il tasso di disoccupazione dell’Ue si è invece attestato al 5,9 per cento, in aumento rispetto al 5,8 per cento di novembre e in calo rispetto al 6 per cento di dicembre 2023. Fra le economie maggiori, l’Italia ha registrato un tasso di disoccupazione del 6,2 per cento, in aumento rispetto al 5,9 per cento di novembre e in calo rispetto al 7,1 per cento di dicembre 2023.

Il tasso di disoccupazione in Germania è stato del 3,4 per cento, in Spagna del 10,6 per cento, in Francia del 7,8 per cento e nei Paesi bassi del 3,7 per cento. Per quanto riguarda specificatamente la disoccupazione giovanile, a dicembre erano 2,927 milioni gli under 25 disoccupati in Ue, di cui 2,359 milioni in eurozona e il tasso di disoccupazione giovanile si è attestato al 15 per cento in Ue – in calo rispetto al 15,2 per cento di novembre – e al 14,8 per cento in area euro – in calo rispetto al 14,9 per cento del mese precedente. L’Italia ha registrato un tasso del 19,4 per cento, stabile rispetto a novembre. Fra le altre economie maggiori, la Germania ha rilevato un tasso del 6,4 per cento, la Spagna del 25,3 per cento, la Francia del 20,4 per cento e i Paesi Bassi dell’8,7 per cento.

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  • Redazione

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