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COSA CI DICE L’ASSOLUZIONE DI RENZI

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di Sergio Pizzolante
 
Cosa ci dice il caso Renzi?
Cosa ci dice? Tante cose.
Intanto ci dice che lo schema Palamara è sempre attivo. Lo ricordate? La “regola del tre”!
Basta un Pm, un partito, un giornale e se sei nel mirino sei morto.
Naturalmente la “regola del tre” può moltiplicarsi per enne volte: più Pm, più partiti, più giornali.
Ma il senso è unico, mai alternato.
La “regola del tre” può abbattere chiunque!
Dal sindaco al Presidente del Consiglio al capo partito.
E’ il potere in Italia. Il potere sovraordinato su ogni altro potere. Se è in maggioranza, peggio per la minoranza, se in minoranza peggio per la maggioranza. E’ un potere assoluto. Totalitario.
C’è il segretario di Magistratura democratica che lo dice con chiarezza, loro sono a tutela e garanzia dei “diritti” (i loro? I nostri? di tutti, di alcuni….? ) da difendere sempre dalle “maggioranze momentanee”, per raddrizzare le distorsioni delle maggioranze che mettono a repentaglio i “diritti”.
E si incaxxano. Anche. La politica avversa, “momentanea”, quella che sta fuori dalla “regola del tre”, vuole il “primato della politica”. Cioè, dicono, pretendono, questi fuori regola, che le leggi le faccia chi viene eletto ed è maggioranza, pur in competizione con chi viene eletto e non è in maggioranza.
No! Chi viene eletto senza essere in maggioranza, deve avere il soccorso dei tre! Perché, dicono, arrivano a dire o a pensare senza dire o a subire senza il coraggio di dire, che il primato è “della giurisdizione”.
Il potere che sta in cima al potere sovraordinato dei “tre”.
Tutto questo pippone per dire cosa?
Più cose.
Renzi ha più colpe.
Per i “tre”.
Ha iniziato bene.
In scia simil populista.
Voleva rottamare D’Alema, riuscendoci.
Ecco, D’Alema (con Violante…), già ai primordi della regola del “tre”, e’ stato fra gli inventori (con Violante e i direttori dei principali giornali ), per far fuori i socialisti e i democristiani fuori schema, ma poi, pensava (con Violante), che fatto il lavoro di Tangentopoli gli equilibri sarebbero tornati al loro posto.
Cioè, il primato a lui e a quelli con lui, e magistrati e giornalisti al loro posto.
E invece questi non si sono più mossi da lì.
Hanno costruito una carriera unica.
Quindi rottamare D’Alema andava bene.
Ma poi, il ragazzo, Renzi, dimostra una statura e un volontà e una capacità di governo notevoli.
E anche una grande presunzione di autonomia e leadership. E non proprio in linea col primato della giurisdizione. Anzi. Anzi, cerca di cambiare anche gli equilibri dal di dentro a chi presume il primato. Lo spiega bene Palamara.
Cambiano gli equilibri dentro le correnti della magistratura. Quindi fa una cosa che è il peggio del peggio. Molto peggio che vincere le elezioni ed essere “maggioranza momentanea”.
E’ come mettere la testa nella bocca della belva e mangiargli la lingua.
E quindi gli fanno di tutto. Di tutto.
Cose assurde, orripilanti.
L’arresto del padre e della mamma.
La bomba atomica su Open all’avvio della nuova creatura.
Sostenitori e amici inquisiti: chi tocca Renzi muore.
Con tesi e accuse assurde. Assurde.
La fondazione come fosse un partito…
Sapevano che nulla avrebbe retto, ma intanto il bombardamento doveva fare il suo sporco lavoro.
E l’ha fatto.
Questo al netto delle scelte successive di Renzi, che non condivido. Ma è un altro discorso.
Saluti affettuosi a Renzi, ai suoi genitori e ai suoi amici.

 

 

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