
di Bruno Chiavazzo
Il Centrodestra in Molise ha preso circa il triplo dei voti in più del cosiddetto “campo largo”, costituito da PD-M5S e frattaglie varie. E’ vero il Molise è una piccola regione con meno di 400.000 abitanti e qualcuno dirà che “non fa testo”, ma se si aggiunge alle ultime tornate elettorali, regionali e comunali, allora evidenzia una sicura tendenza.
La Schlein quando ha vinto le primarie del PD ha detto: “Non ci hanno visti arrivare”, bè stavolta li hanno visti eccome! Particolarmente grave la debacle dell’uomo con la pochette, Giuseppe Conte, che aveva preteso un suo candidato alla Regione: ha dovuto prendere atto che i 5 stelle sono stati una meteora dispersa negli spazi interstellari.
I giornali “amici” avevano inondato le pagine dei tre amigos (Schlein-Conte-Fratoianni), in un bar di Campobasso mentre sorbivano il caffè e lo spritz con sorrisi stampati per i flash, poi è arrivato il giorno dopo senza cornetti e cappuccino. Le partecipazioni alle manifestazioni sindacali della Cgil, gli abbracci con Maurizio Landini (un altro miracolato dalla crisi politica e di rappresentanza di quello che era stato il sindacato di Lama e Trentin), i palchi arcobaleno, il look armocromico, non sono serviti a nulla.
L’alleanza Schlein-Conte, promossa dai radical chic, non piace a quelli che si alzano la mattina per lavorare o per cercare un lavoro. “Da soli non si vince”, aveva detto la Schlein nell’ultima direzione del PD, quello che è certo è che neanche con Conte si vince. Per quanto riguarda il Centrodestra vincitore, vale quello slogan delle pubblicità: gli piace vincere facile. Come dire piuttosto che niente è meglio piuttosto. Sì, perché anche stavolta alle urne si sono recati meno del 50% degli aventi diritto e prima o poi questa massa di “schifati” dalla politica troveranno qualche altro Beppe Grillo che li rappresenterà.
A volte la storia si ripete non in farsa, ma in un’altra tragedia.





