Home Economia e finanza CONFINDUSTRIA, FESTIVAL DEGLI AUSPICI E DELLE AMBIZIONI, HA FATTO SUBITO FLOP

CONFINDUSTRIA, FESTIVAL DEGLI AUSPICI E DELLE AMBIZIONI, HA FATTO SUBITO FLOP

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Dopo l’articolo del giornale il Fatto quotidiano della “laurea” inesistente del presidente di Confindustria Bonomi, il riferimento alla laurea scompare dal suo profilo di Wikipedia, modificato a tempo record .

Bonomi aveva costruito, con un ambizioso sforzo, la “Commedia “ nell’ultima assemblea di Confindustria, con la presenza e l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per darsi uno spessore di presunta autorevolezza e aprirsi una strada che lo portasse alla presidenza della Luiss l’Universita di Confindustria.

Ma, si sa che il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Lo ricorda bene una vecchia filastrocca che le nonne insegnavano tempo fa a tutti i bambini.

Attinse a questo storico anche chi scrisse il libro di Pinocchio.

Alle 6:17 del 17 settembre qualcuno è intervenuto sulla pagina Wikipedia dedicata al presidente di Confindustria Carlo Bonomi. E ha cancellato l’inizio della frase sui suoi esordi lavorativi in uno studio di commercialisti. Fino a quel momento sull’enciclopedia web si leggeva “dopo la laurea in Economia e commercio”…… Nel primo pomeriggio, poi, un altro utente ha aggiunto “abbandonando gli studi universitari”.

Le modifiche sono arrivate dopo la lettura dell‘articolo del Fatto che racconta come Bonomi, arrivato al termine dell’incarico in viale dell’Astronomia, sia intenzionato a farsi nominare presidente del cda della Luiss, l’Università confindustriale. Incarico che però, anche in base alla legge, richiede un titolo di studio non inferiore alla laurea che a lui manca.

Bonomi non ha mai smentito la notizia di avere una laurea, che è stata riportata nel tempo da molti quotidiani e fino al 17 settembre campeggiava anche nella sua scheda personale su Wikipedia.

Ma i verbali di due assemblee della Fiera Milano Spa, di cui è presidente del cda, non mentono: durante due assemblee un azionista ha chiesto conto del suo titolo e gli è stato risposto che non è laureato.

Così “la commedia “ con Sergio Mattarella è risultato uno sforzo inutile : non ha prodotto il piccolo gioco di prestigio politico tanto agognato.

Mentre il Paese soffre un invasione selvaggia da tempo e la commissione Europea inflaziona di sole parole l’Italia, il presidente Mattarella dal palco della tribuna confindustriale dice che :”Bisogna accettare la sfida che la storia ci pone”. Della difesa dei confini del Paese se ne parlerà .

Due debolezze con una dialettica vuota non possono costruire “joint venture “ che aprano una strada per un felice futuro di successo politico.

Sono parecchi i fatti sotto i fari della cronaca che coinvolgono associazioni sindacali e imprenditoriali storiche.

Forse, oggi, più di una domanda in molti nel mondo del lavoro dovrebbero porsela: non sarebbe il caso di rivedere la liturgia delle sostanziali cooptazioni per i ruoli dei ruoli epocali e operare con un percorso più trasparente di verifica sui fatti intercorsi, a partire dal reperimento delle risorse finanziarie sempre più di provenienza di aziende pubbliche ?

E’ questa una questione che riguarda molte realtà associative di vario genere e natura dove molto del finanziamento delle attività ha un evidenza di automatismi con radici pubbliche .

Anche da questo caso di Confindustria si vede che ambizioni e spettacolo non bastano!

Serve la sostanza di una politica economica e di strategie produttive per ottenere le quali servono autonomia e trasparenza, non solo giochi di alleanze spurie e/o strumentali.

E’ una postura, questa, che dovrebbe essere tenuta in debito conto anche da sindacati confederali, magari approdando autonomamente o per accordi contrattuali a deleghe temporali ben definite nel perimetro esclusivamente dell’anno solare.

Avremmo con questo verifiche più trasparenti e leadership più autorevoli e meno trasformiste e una contrattazione in grado di mantenere il potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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