Home Economia e finanza COME E’ NATA LA GERBER

COME E’ NATA LA GERBER

0

di Gianvito Caldararo

Come nasce l’idea della Gerber (Alimenti per l’infanzia). Fino agli ’20 era la mamma a dover provvedere a triturare a mano e passare al setaccio o al colino il cibo da dare al suo piccolo. Dorothy Gerber conosceva molto bene tale operazione, avendola già fatta a lungo per la primogenita e che ora era pronta a continuarla per la secondogenita. Una gravosa operazione che andava compiuta per ben tre volte al giorno.

Una sera estiva del 1928 Dan Gerber, il marito, entrò in cucina e vide che Dorothy impegnata nella faticosa operazione di passare nel colino i piselli per la piccola Sally. Dorothy chiese al marito se era possibile evitare quella lunga e faticosa operazione giornaliera facendola fare direttamente nello stabilimento di suo padre, alla Freemont Canning Company, che produceva alimenti in scatola.

Per rendergli meglio l’idea di sfacchinata che quel lavoro comportava, la signora Gerber mise in grembo al marito  la ciotola e il colino che stava usando, versandoci sopra il contenuto di un barattolo di piselli da passare. Quindi gli chiese se gli sarebbe piaciuto ripetere quella operazione per tre volte al giorno e per tutti e sette i giorni della settimana.

La cosa restò impressa nella mente di Dan che, recatosi un giorno in ditta dal padre, gli domandò se le verdure per neonati potessero essere direttamente trattate nello stabilimento, per evitare perdite di tempo alle mamme. Oltre a essere un buon nonno, Frank Gerber era anche un astuto affarista, in grado di intuire subito che avrebbe potuto far felice non solo la sua nuora, ma anche tutte le altre mamme con lo stesso problema. 

Dopo mesi di ricerche e sperimentazioni e dopo aver consultato medici, specialisti d’alimentazione infantile, nutrizionisti, dietologi ed esperti di economia domestica, nell’autunno del 1929 avviene il lancio degli “omogeneizzati Gerber” per bambini (Gerber Strained Baby Foods).

I primi cinque prodotti furono carote, piselli, prugne, spinaci e passato di verdure. Fu avviata una imponente campagna pubblicitaria ovunque negli Stati Uniti, con al centro il messaggio, convincente e chiaro, che la convenienza del prodotto era di gran lunga superiore al costo.

Dan Gerber era anche alla ricerca di una immagine simbolo dei suoi omogeneizzati. Per questo indisse un concorso invitando artisti americani di grido, disegnatori, pittori e grafici a inviare le loro opere da sottoporre agli esperti della comunicazione. Fu scelto il viso di un bimbo, da visetto fresco e simpatico, proposto da una disegnatrice di nome Dorothy Hope.

Divenne così il “bambino Gerber” e venne prodotto su tutte le etichette Gerber e in ogni annuncio pubblicitario. Poi, nel 1931, divenne il simbolo ufficiale della società. La Gerber è presente sui mercati mondiali con oltre 150 diversi prodotti. I suoi omogeneizzati e gli altri alimenti per l’infanzia vengono commercializzati in 160 paesi, con etichette stampate in 10 lingue. Il marchio Gerber ha reso quel viso di bambino il ” il bambino più famoso del mondo”.   

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui