
di Giulio Galetti
Cavalcare lo scontrino del momento per un pugno di like (esecrati) in piú pare sia l’attività del momento.
Eppure il fenomeno del taglio del toast e del piattino supplementare al coperto sono del tutto marginali rispetto a mezzo milione di bar e ristoranti disseminati in Italia.
Ma basta poco per scatenare una campagna avversa al comparto del turismo e della ristorazione nazionale che rappresenta una parte importante del nostro PIL, il 9,4% con quasi 200 miliardi di fatturato. L’Italia si posiziona come quinto Paese più visitato al mondo con 65 milioni di arrivi stranieri, ed é il terzo per numero di pernottamenti (221 milioni) dopo gli Stati Uniti (345) e la Spagna (299), e davanti a Cina (192) Regno Unito (161) e Francia (137). Le presenze totali sono 432,6 milioni.
Ci deve essere qualche motivo se il comparto alberghiero e l’accoglienza nel nostro territorio sono ai vertici mondiali.
Eppure si é scatenato uno shit storm verso gli esercenti come se fossero tutti come quel paio di idioti che si inventano voci fiscalmente dubbie per gonfiare lo scontrino.
L’Agenzia delle Entrate non vede di buon occhio voci come: taglio del toast o aggiunta di piattino soprattutto quando non sono esposte al pubblico insieme alla licenza. In casi come questi é sufficiente prendere in mano lo smartphone e formare il 117 (numero verde della GdF) in presenza dell’esercente “creativo”. La sanzione per battere uno scontrino indebito arriva a 500€ e una volta appurato che la prestazione non era esposta in modo visibile nel listino prezzi, il furbetto dello scontrino avrà modo di riflettere sulla sua furbizia.
Nel frattempo peró é un fiorire di pubblicità nemmeno tanto occulta: “meglio l’Albania che parlano anche italiano” o “ma vuoi mettere la Spagna?” oppure “in Croazia si mangia con 15€”.
Quindi… occhio a cavalcare certi trend, che il “sentiment” (come dicono gli esperti) cambia in un attimo.





