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CI VUOLE UN AUTENTIC0 RIFORMISMO, NON I SINISTRATATI

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di Giuseppe Augieri

Tutti a festeggiare la mancata vittoria del centro-destra in Spagna. E mi sta bene.
Tutti a godere del ridimensionamento di Vox. E mi sta benissimo.
Pochi (Sandro Roazzi, come al solito  di un altro livello) a ricordare che se il PPE non ha avuto il successo sperato ciò è dovuto alla tenuta del PSOE. E da questo in poi, non mi sta bene più nulla.
La piccola “dimenticanza” diventa infatti barzelletta quando si dice che in Italia l’opposizione, cioè tutti “gli altri” che non siano la maggioranza, hanno in totale qualcosa in più della coalizione dell’attuale Governo. Come se mettere insieme Renzi, Calenda, Schlein, Speranza, Fratoianni, Bonelli, Bonino (Conte no: lui si aggrega facile, a prescindere) fosse una cosa diversa da un incubo: cioè non solo irreale, non solo un sogno, ma anche brutto sogno.
La barzelletta infine diventa un dramma quando qualcuno dice che si può prendere esempio dalla Spagna per contrastare il centro-destra. Perché, a guardare le etichette, il PSOE socialista è, dunque di sinistra è, e perciò.…..
Ovviamente lo dice chi vede il termine socialista come fumo negli occhi (e di fatto, e fortunatamente, non si sogna neanche di inserire il temine nella propria sigla) ma soprattutto dimenticando che, fino all’altro ieri, il PSOE era quello del neoliberismo mascherato. Quello la cui sola lettura del programma farebbe morire di infarto un pezzo dell’allegra brigata sinistra e farebbe preferire la fucilazione senza benda, da veri eroi, molti altri della congrega Schlein piuttosto che votare il programma stesso.
La semplice domanda: non è per caso che quello che offre la nostra “sinistra” al popolo è una pizza fritta da tre giorni rispetto alla piadina fresca cotta che propone il PSOE con il suo sguardo al centro, questa domanda non viene neanche immaginata.
E mentre si chiacchiera su cosa altro inventarsi per fare figuracce (Santanchè insegna) o come aggiornare l’antico “piove, Governo ladro” (Bonelli e Fratoianni sono convinti che la colpa dei disastri climatici di questi giorni sia di questo Governo), nessuno si accorge del paradosso che nella stessa pagina di giornali “importanti” si affianca alla colonna che riporta l’allarme per un preteso “attentato alla libertà di sciopero” (una balla colossale) perché si è imposta di ridurre quello dei trasporti di alcune ore, l’altra colonna nella quale si informa che Il FMI (ma non è il solo) vede una crescita italiana più alta di quella di Francia e Germania, in gran parte per effetto del turismo. Come se le due cose messe insieme non dessero da pensare.
Evito di farmi troppi nemici e perciò non commento le recenti dichiarazioni sindacali: siamo tornati al “si può fare di più”.
Così la vedo io. “…e prima che nel sangue, nel ridicolo” diceva Platone. Al ridicolo ci siamo arrivati.

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