Home Opinioni CENSURATA L’ATTUALE SPERIMENTAZIONE IN GRECIA DELLE POLITICHE DEL LAVORO

CENSURATA L’ATTUALE SPERIMENTAZIONE IN GRECIA DELLE POLITICHE DEL LAVORO

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di Pietro Imberti

Faccio una confessione, c’è un articolo che non ho voluto scrivere scrisse così Federico Fubini colpito da profondi sensi di colpa tardivi. “Guardando i dati della mortalità infantile in Grecia mi sono accorto che facendo tutti i calcoli con la crisi sono morti 700 bambini in più di quanti ne sarebbero morti se la mortalità fosse rimasta quella di prima della crisi. La crisi e il modo in cui è stata gestita ha avuto questo effetto drammatico e ci sono altri dati che confortano questa mia conclusione, come i bambini nati sottopeso“. Così Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera, “ scriveva nel suo libro .

Bene !

Spudoratamente il presunto autorevole giornalista nel suo nuovo libro ha raccontato di aver scelto di “censurare” la notizia dell’impatto di crisi e misure imposte dalla Troika sulle morti infantili in Grecia.

Era il settembre del 2011 .

Questo fu l’inizio di come i grandi giornaloni impostavano un percorso di tutela preventiva di un approccio burocratico demenziale in difesa degli ottimati cooptati che pretendevano di saper dirigere la politica e l’economia in Europa.

La censura era allora,come ora, lo strumento più praticato per imporre direttive e tutelarsi dagli effetti che tali azioni si intendeva imporre .

Uno stile di lavoro, la censura , che diventava l’approccio di protezione che consentiva ai vertici istituzionali dei vari paesi di costruire modalità avvelenate e di uno stile politico che andavano tutti a parare nelle giustificazioni di “stati di emergenza permanente “ e quindi di procedere con l’imporre un modello centralizzato e autoritario e non con soluzioni propositive di merito riguardo i problemi aperti ,ma soluzioni istituzionali centrate su permanenti cooptazioni “di ottimati “da riporto come “salvatori immaginari “.

In Italia era il perimetro in cui operava Giorgio Napolitano .

Un approccio questo che ha creare un grande vuoto politico in Europa e in molti paesi : vuoto che ha consentito ai potentati della finanza internazionale di insediarsi e affermarsi con una postura condizionante nelle varie istituzioni .

Un perimetro su cui segnare strategie di lungo periodo da perseguire con un sempre più marcata centralizzazione dei poteri .

Lo si e ben visto con le esperienze di governi di emergenza in Italia con Mario Monti prima e poi con Mario Draghi.

La vicenda della gestione della pandemia gestita in modo carsico ne e stata un’ulteriore conferma, così come lo è stata la modalità con cui la Commissione Europea si è lascia trascinare in una guerra per procura.

La Grecia che ha fatto nel passato da battistrada deve però anche oggi essere osservata con attenzione con un occhio di riguardo- dove però ancora una volta prevale la cultura della censura: compito che va affrontato proponendosi di verificare ciò che sta avvenendo in questi giorni in quel martoriato paese che vorrebbe essere la palestra di sperimentazione.

Va pur ricordato che la Grecia è il paese che è stato “salvato” dalla Trojka; è stato salvato così efficacemente che un decimo della sua popolazione, praticamente tutta la generazione più giovane, è emigrata all’estero e che tutte le principali fonti di reddito diverse dal turismo sono passate in mani estere (porto del Pireo ai cinesi, sistema aeroportuale ai tedeschi .

Tutto sotto la rete di protezione di quegli ottimati che nei fatti sono apparsi più come sabotatori abituati ad arare il terreno sul quale poi i monopoli economici seminavano anche in modo spregiudicato.

Personale ben addestrato con ruoli santificati da tv e giornali ,ben protetti da una censura efficace che non mai consentito vere verifiche sul campo .

Mentre in Italia Elly Schlein segretario Pd e una parte del sindacato vorrebbero introdurre il dibattito sulla possibilità di una settimana lavorativa di quattro giorni, il Parlamento greco ha approvato una legge che consente ai dipendenti a tempo pieno di ottenere un secondo lavoro part-time e di lavorare fino a 13 ore al giorno, per due diversi datori di lavoro.

La nuova legge, approvata venerdì, ora dà il via libera alla settimana lavorativa di sei giorni e al licenziamento di un dipendente senza preavviso entro il primo anno; consente un periodo di prova fino a sei mesi per gli impiegati e limita drasticamente il diritto di sciopero.

Chi ostacolerà il lavoro dei colleghi, per esempio con il picchettaggio, sarà punito con una pena detentiva di 6 mesi e una multa di almeno 5mila euro.

Già lo scorso luglio, il governo di Kyriakos Mitsotakis, appena rieletto, aveva approvato una legge che permetteva ai dipendenti di lavorare fino a 74 anni, ovvero sette anni oltre l’età pensionabile.

Una legge che avrebbe riportato le lancette dei diritti sindacali al Medioevo.

Ma in Italia nessuno e informato di questa drammatica nuova via sperimentale : una palestra, quella greca, sottoposta ancora una volta a censura preventiva ma anche sottovalutazione da una dirigente sindacale nazionale che appare assolutamente inadeguata ..

Ma lo specchio impietoso proietta un Europa che non possiede un ben che minimo filo di logica e ancora meno di un progetto geopolitico ancor meno un gruppo dirigente dignitoso

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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