
di Marco Pugliese
Caso Sangiuliano: chi consiglia la Boccia ha fatto parecchi errori…
L’ormai ex ministro è caduto mani e piedi nel solito vortice che avvolge uomini della politica, i casi non si contano e perfino un certo Kennedy…
Nulla di nuovo, nessuna meraviglia. Normale anche si scateni il giornalismo-gossip, con i dettagli “amorosi” e le confidenze private.
Al pubblico piace quest’approccio, in realtà perché mette a nudo il potente di turno, ne sviscera le debolezze e lo “umanizza”, di fatto portandolo allo scherno del popolo (Nerone ne fu vittima illustre).
L’eccitazione popolare, gonfiata da abili urlatori è del tutto normale. Non è normale invece che un ministro della Repubblica finisca in una rete che sembra un vestito ritagliato su misura: nessuno del suo staff lo ha messo in guardia? Ricordiamoci che un ministro rappresenta il Paese, nel caso specifico erano in ballo gli interessi culturali dell’Italia, un asset strategico.
Da giornalista mi ha colpito questo passaggio nell’intervista di Boccia a La Stampa. Boccia parte definendosi ”imprenditrice” nel mondo del wedding, per poi aggiungere, due domande dopo: “mi sono avvicinata al Parlamento e alla politica per una vicenda personale. Sentivo il bisogno di divulgare agli italiani i benefici della dieta mediterranea e della corretta alimentazione”. Wedding e food, poi la dieta mediterranea narrata da una non nutrizionista?
Nella domanda immediatamente successiva dice che si è specializzata “in moda e comunicazione generale”. Risulta un’esperta d’eventi, matrimoni, comunicazione, moda e food? Al giornalista il tutto sfugge, in realtà è proprio in queste risposte che qualcosa non torna, l’intervista punta su altro ma senza dimostrare nulla, anzi nel paradosso scagiona Sangiuliano: “le mie consulenze (a tutto l’alveo politico) erano gratuite, per passione”, quindi i soldi dei cittadini italiani sono rimasti al sicuro? La domanda secca non c’è, tra mille allusioni e mezze frasi il tutto porta generare altro materiale (fittizio) per il filone “gossip”.
L’altro ci indica invece una persona che ha utilizzato arnesi per registrazioni (un po’ atipico in una storia d’amore) e occhiali con registratore (in luoghi ove è vietato). La motivazione? Non è chiara, non regge infatti la versione di Boccia: “ho registrato perché il ministro mi ha detto una frase che mi ha colpito molto. Ha detto ‘io sono il ministro, io sono un uomo, io rappresento l’istituzione e in futuro nessuno crederà a tutto quello che tu dirai”, la frase è di luglio e le registrazioni sono partite prima.
Ieri poi Boccia ha attaccato anche Venezi, di fatto allargando la polemica ad altri consulenti. Pare quindi evidente che l’ex ministro sia finito nel classico “trappolone”, un castello che in queste ore è diventato una strumento politico d’attacco.
Tutto questo alla vigilia del G7 della Cultura a Pompei, più che a Sangiuliano l’attacco è al Paese ma possiamo anche credere che le persone lavorino gratis e registrino per amore.





