
di Giuseppe Augieri
Caro Bersani, e chi definisce quali sono gli extra-profitti? Tu dici “esentando i profitti normali”. Quali sono quelli normali? Se per un motivo qualsiasi un mercato tira di più e ti consente maggiori profitti che fai, li tassi? E se il mercato attraversa un momento di stanca o una crisi, tu che fai, gli riduci le tasse? Nell’economia occidentale, quella nostra, quella erratamente chiamata capitalistica, un pensiero di questo tipo non può esistere. Anzi è pericolosissimo. Di più: è dannoso.
C’è qualcosa di diverso da fare invece: evitare che le scelte politiche ed economiche del Governo portino a extra-profitti. E vi sono molti modi per farlo. Incominciando dal non rinunciare a decisioni di programmazione economica, passando per la partecipazione dei lavoratori. Nei casi eccezionali – che definisci però a priori, non a consuntivo – agendo direttamente sui prezzi.
L’errore grave fatto in questi giorni non riguarda solo l’oggetto del provvedimento – sbagliato più di altri – e cioè le banche, ma il pensare ad una super-tassazione su profitti già realizzati e cioè ad una retroattività di provvedimento fiscale. Non so come andrà a finire: per me vi sono profili di incostituzionalità. Speriamo in bene: sarebbe uno schiaffo che lascerebbe un segno indelebile.
Ma, per tornare al pensiero di Bersani, si sapeva perfettamente che la situazione che abbiamo vissuto, e per le scelte fatte, avrebbe portato a molti casi di extraprofitti. Con il Covid e la campagna pubblicitaria con “l’invito a curarsi”, le farmacie avrebbero mai potuto non avere extra-profitti? Con il rilancio degli armamenti, qualcuno poteva pensare a bilanci in rosso delle società di armi? Con le decisioni prese sull’Ucraina, qualcuno si illudeva che non ci sarebbero state ripercussioni sull’energia il cui prezzo è stabilito sulla base di criteri relativi alla “normalità” delle situazioni. Non si sarebbe potuto, sin dal suo sorgere, fissare diversamente i criteri di formazione dl prezzo, in tutti questi casi ma soprattutto quallo su un servizio pubblico essenziale?
E vogliamo parlare della stagione boom del turismo, diretta conseguenza del dopo Covid, e dei superprofitti di ristoranti, bar, alberghi, B&B ed in generale di quelle attività economiche che pure abbiamo contribuito, con le nostre tasche, a tenere in vita nel momento più difficile. Che facciamo? Tassiamo anche queste attività? E ci si restituisce ciò che si è speso?
E’ la grande differenza che corre tra un’economia socialista e statalista e quella possibile con una direzione politica riformista. Bersani resta ancorato alla prima: non c’è nessuna offesa se dico che io preferisco allontanarmene quanto più possibile.





