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CAMPO LARGO? A MONTE

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LE SPIGOLATURE DI Nino Orlandi

Contro gli eserciti regolari, sostenuti da intellettuali prêt à porter, stampa e tv asservite al potere, alla fine vincono sempre gli “straccioni di Valmy”, perché hanno fame, rabbia, paura di perdere la libertà.

Alla fine del girone d’andata si aggiudica il titolo il “prete antimafia” della famosa compagnia di giro “Libera” che, durante il comizio-suicidio del duo Emiliano-Decaro, diede del criminale al Ministro degli Interni.

I puri più imputi. Da “Fuori il bottino, dentro Bettino” a “Tieni il cinquantino, dammi il votino”.

Sic transit, cari puri.Solo una volenterosa e facoltosa ragazza svizzera “di buona famiglia”, scarsa esperienza di vita e sommarie letture, poteva pensare a una leale collaborazione da parte di un coerentemente incorente, named Giuseppi.

Si ritira dalle primarie col PD, ma non fa dimettere gli assessori dalla Giunta regionale. Senza vergogna, named Giuseppi.

Campo Largo? Da ragazzi, quando il gioco non riusciva, si diceva: “A monte!”.

Il PD ormai coinvolto nella lotta per la retrocessione. B come Bari.

LIBERTÀ DI STAMPA E DELICATEZZA
Se leggete un quotidiano, letto soprattutto in Veneto, dovete arrivare a pagina 8 per sapere che Giuseppi e Elly si sono messi il broncio.
 
Dalla “linea della fermezza”, che nel 1978 portò alla morte di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, passando per le genuflessioni a Di Pietro, fino alla attuale demonizzazione della Russia con contemporanea beatificazione del leader ucraino, ed alla criminalizzazione di Israele con esaltazione dei palestinesi, non sono stato quasi mai d’accordo con le opinioni correnti. E non me ne sono mai pentito.
PS: Se dissenti, in genere sul momento ti condannano alla fucilazione, Poi ti assolvono.
Se ti hanno già ucciso, ti riabilitano. Tranquillo!
 
Da taluni giornali mi ricorda una mia amica che non si risale, il negazionismoe la riscrittura della storia a piacimento di chi preferisce l’ignoranza e l’odio sono devastanti, aspettiamoci il peggio.
Un’altra amica ci rammenta che:
“Ormai impera il negazionismo. La signora dimentica che il gran mufti di Gerusalemme, la massima autorità religiosa araba nella Palestina mandataria era alleato di Hitler e organizzò una divisione Waffen SS che massacro’ in Bosnia ebrei e serbi. Non venne mai processato per crimini di guerra, rifugiato in Libano dove morì nel 1974. Ricorda!”
 
La Schlein avrebbe dovuto ricordarsi di come, senza fare una piega, aveva attaccato in Senato colui che, fino a pochi giorni prima, era stato il suo vice presidente, per non dire il suo datore di lavoro. E con il quale si era pavoneggiato facendosi fotografare mentre mostrava i “decreti sicurezza”, che poi avrebbe revocato, dopo aver cambiato alleanze. Lo stesso che avrebbe votato a favore della autorizzazione a procedere contro l’ex alleato per atti di governo condivisi con lui.
Non può adesso stupirsi, indignarsi, tanto meno meravigliarsi. Il tradimento, infatti, non è un comportamento, ma un’inclinazione dell’animo.
I traditori si possono anche usare, ma poi si gettano.
 

Autore

  • Redazione

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