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CAMBIAMENTI CLIMATICI, NECESSITA SOPRATTUTTO IL REALISMO

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di Marianna Montrone

Si fa un gran parlare dei cambiamenti climatici, delle emergenze per mettere in sicurezza i suoli, delle soluzioni da escogitare per la transizione

ecologica, della potenzialità delle green house, etc. Tematiche che certamente vanno trattate con serenità  e cognizione di causa.
In primis occorre dire che: non tutti gli scienziati condividono tale pensiero, alcuni dicono che l’uomo non è causa di tale cambiamento climatico, altri asseriscono il contrario.

Non sono una scienziata e mi attengo a fare constatazioni a mio parere razionali e frutto di vita vissuta. Che gli ultimi avvenimenti climatici siano anomali per il nostro paese è sotto gli occhi di tutti. Assistiamo allo scioglimento dei ghiacciai, all’innalzamento delle temperature del mare, all’esodo di alcune specie animali marine anomalo. Tutto ciò è un dato di fatto inconfutabile ma vorrei analizzare le cause che hanno portato a tale anomalia a livello globale: alcuni esimi scienziati dicono che sia colpa dell’uomo, altri dicono il contrario. Nel marasma totale che ci avvolge mi permetto di dire che spesso, in passato, abbiamo assistito a fenomeni metereologico anomali e quindi mi chiedo se tutto ciò sia puro caso o nasconde una problematica molto più complessa. Se la causa di tale cambiamento è da addebitarsi all’uomo allora non credo che dopo circa un quarantennio di nefandezze possiamo porvi rimedio in pochissimi anni!

Tutte le strategie per rimettere a posto la situazione mi paiono chimere atte ad arricchire alcuni settori dell’industria mondiale: pensiamo all’Europa che continua ad imporre un adattamento delle abitazioni, cosiddetto Green House, per evitare emissioni di CO2. Ebbene, come ho già evidenziato in altri articoli, tutto ciò potrebbe essere una piccola soluzione ma a quale
costo? Costi che gravano sulle famiglie, alcune possono altre no, e qui già affrontiamo un tema sociale non da poco conto; cappotti, sistemi radianti a pavimento, revisione infissi, pompe di calore, pannelli solari.

Guardiamo ciò che è accaduto pochi giorni orsono, la furia della pioggia e della grandine ha distrutto i pannelli solari!!! Non voglio essere catastrofista ma voglio analizzare l’accaduto: tutto ciò che noi possiamo fare è inesistente rispetto alla furia della natura, è un dato di fatto e quindi smettiamola di voler porre rimedio in maniera maccheronica! Di fronte alla furia della natura noi non possiamo fare niente, com’è sempre stato. Terremoti, maremoti, grandini. Se abbiamo sbagliato in tutti gli anni passati non possiamo certo adesso porvi rimedio imponendo ai cittadini norme talvolta inapplicabili. Pensiamo a quello che è avvenuto a Milano ove nella zona limitrofa all’ospedale hanno imposto l’uso delle macchine elettriche; è immorale poiché con tale norma hanno vietato ai parenti degli ammalati di far visita ai propri cari, in nome di cosa? Piccoli rimedi ridicoli atti a limitare la libertà del cittadino e nient’altro.
Pensiamo alla tanto citata messa in sicurezza del territorio: cosa significa?
A cosa si rivolgono i politici? Sanno che l’Italia per anni ha subito una cementificazione incondizionata? Sanno che molte città sono sorte, sugli alvei dei fiumi, cosa peraltro continuata anche con ulterori espansionii? Sanno che l’Italia è soggetta a terremoti devastanti? E’ facile dire assurdità tanto per fare politica nel senso più bieco della parola!

Con il PNRR, è questione di pochi giorni, ci hanno detto che abbiamo ottenuto la terza e quarta rata dall’Unione Europea; ebbene abbiamo
deciso di eliminare una parte di tali risorse per la messa in sicurezza idrogeologica del nostro suolo, pazzesco!

Mi viene in mente l’abolizione del reddito di cittadinanza sul quale non voglio entrare nel merito ma semplicemente dico: tutti parlano del
ricollocamento sul lavoro di alcuni che percepivano tale reddito, giustissimo, ma vogliamo pensare alla situazione lavorativa in Italia
meridionale? Non esistono fabbriche o sono pochissime, non tutti possono fare soltanto i camerieri o giù di lì, non tutti possono fare solo i netturbini e via dicendo….. Perché non pensiamo in maniera provvisoria di creare lavoro per queste persone occupandoli nei lavori per la messa in sicurezza del territorio?

Ed ora voglio parlare della messa in sicurezza del territorio. Tutti i politici si riempiono la bocca non conoscendo quello di cui stanno parlando!

Cosa significa “messa in sicurezza”? Stiamo parlando della totalità del tessuto urbano italiano. Ma come si fa a pensare che ciò sia possibile? Su
ogni edificio bisognerebbe fare studi specifici: messa in sicurezza antisismica ove però noi possiamo agire a livello sovrastante il terreno per
contenere i costi ma non possiamo pensare di intervenire alla base del costruito, i costi sarebbero esorbitanti e la maggior parte degli edifici
sarebbero da demolire per garantire la sicurezza.

Paesi sorti alle pendici di montagne disboscate, alcuni sorti su falde acquifere. La realtà è molto più complessa della fantasia!

L’unica cosa che dovremmo fare è cercare di ripulire i fiumi, gli argini, mettere reti di contenimento sui versanti delle montagne, creare bacini di
contenimento a ridosso dei fiumi. Non possiamo fare nient’altro!
Facciamolo però! Creiamo lavoro in questa maniera!

Fra le altre cose vorrei dire che ben vengano le grandi infrastrutture soprattutto viarie: pensiamo all’autostrada SalernoReggio Calabria,
all’alta velocità che possa connettere i paesi che si affacciano sulla costa adriatica a quelli del Tirreno.

Il Ponte sullo stretto di Messina è ottima cosa ma in contemporanea bisogna fare chiarezza sulle problematiche potenziali che tutti immaginiamo.

Dulcis in fundo esprimo la mia opinione in generale: cerchiamo di fare politica in maniera seria e programmatica, nessun elemento può essere trattato singolarmente al di fuori di una visione globale, tutto è concatenato.
La maggior parte della gente pensa che architettura sia “arredamento”, niente di più sbagliato! Architettura significa politica, espressione dell’era in cui viviamo, espressione della cultura contemporanea, storia e innovazione.

Per quanto riguarda il cambiamento climatico dico: abbiamo assistito all’era glaciale, abbiamo assistito a mutamenti epocali nel corso dei secoli, perché non pensare che oggigiorno siamo succubi di un’altra era climatica?
Mi viene in mente qualcosa che ho letto tempo fa: alcune nazioni si stanno organizzando per creare una vita umana alternativa su altri pianeti, ma nessuno ha il coraggio di dirlo!

 
 

Autore

  • Redazione

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