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BLACK SEA SECURITY FORUM, UN CONVEGNONE DEI NEOCON USA E UK

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Sabato e domenica si è svolta a Odessa la seconda edizione del Black Sea Security Forum, segnata dalla presenza attivissima degli inglesi, più che mai presenti in Ucraina e da quella dei “bolliti” neocon Usa di parte democratica e di parte repubblicana. Silenziata dalla sua amministrazione l’ambasciatrice Usa, visto che in prossimità degli incontri a Istambul ogni parola sarebbe stata male interpretata. Assenti gli italiani, probabilmente per non fare il coretto a inglesi e americani bolliti.

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Il convegnone degli inglesi e dei neocon è un evento in aperta polemica con le posizioni di Donald Trump.

Sconfitti negli Stati Uniti i neocon, con il totale appoggio degli inglesi, puntano a togliere credibilità alle posizioni dell’attuale amministrazione Usa.

Al convegnone, mentre gli inglesi hanno diretto le danze, gli Usa hanno fatto da contorno nostalgico e utopico, come ha dimostrato l’intervento di Mike Pompeo, ex segretario di Stato repubblicano.

Mike Pompeo ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno fatto abbastanza per fermare la guerra in Ucraina nel 2014, quando la Russia ha annesso illegalmente la Crimea. Ha espresso rammarico per la perdita di deterrenza contro Vladimir Putin, sottolineando che le azioni insufficienti nel 2014 e nel 2022 non sono riuscite a prevenire l’invasione su larga scala della Russia. “Mi rammarico – ha detto Pompeo – che non sia stato fatto di più nel 2014, che non sia stato fatto di più nel 2022, e che la deterrenza sia stata persa”.

Pompeo ha messo in guardia contro il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea e su altri territori ucraini occupati con la forza, definendo tale mossa “un errore di proporzioni epiche”. Ha ribadito il suo impegno per la Dichiarazione sulla Crimea del 2018, emessa durante il suo mandato come Segretario di Stato, che rifiutava le pretese russe sui territori ucraini conquistati con la forza e ha esortato a mantenere questa posizione, nonostante le recenti proposte dell’amministrazione Trump di riconoscere il controllo russo sulla Crimea come parte di negoziati di pace.

Pompeo ha sottolineato l’importanza del sostegno continuo degli Stati Uniti all’Ucraina, asserendo che abbandonare l’Ucraina sarebbe contrario agli interessi nazionali americani: “Non si può dire «Buona fortuna, arrangiatevi»”.

Pompeo ha inoltre criticato i leader europei per non aver preso sul serio gli avvertimenti sulle possibili azioni aggressive della Russia prima dell’invasione del 2022, suggerendo che una risposta più decisa avrebbe potuto prevenire l’escalation.

Pompeo ha inoltre affermato che Putin non cercherà la pace, ma imporrà termini inaccettabili nei negoziati e che l’Occidente deve agire da una posizione di forza per garantire negoziati significativi. Ha anche messo in guardia contro il ritorno alla dipendenza dal gas russo o a relazioni normalizzate con la Russia dopo un eventuale cessate il fuoco.

Il discorso di Pompeo ha evidenziato un forte contrasto con alcune delle posizioni più recenti dell’amministrazione Trump.

Il Black Sea Security Forum 2025, che si è tenuto a Odessa, in Ucraina, a partire dal 30 maggio 2025, ha avuto come focus la sicurezza nella regione del Mar Nero.

L’evento ha coinvolto funzionari della NATO, ministri della difesa e diplomatici di paesi come Romania, Bulgaria, Moldova e Turchia. Le discussioni hanno riguardato minacce persistenti nella regione, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla guerra, la sicurezza marittima e le implicazioni della guerra in Ucraina, con particolare attenzione alle strategie per contrastare l’influenza russa.

Nel primo giorno il forum ha ospitato 25 panel, affrontando temi come la sicurezza energetica, la stabilità regionale e la cooperazione internazionale. Il ministro dell’energia rumeno Sebastian Burduja ha sottolineato il potenziale energetico offshore del Mar Nero e il suo ruolo nella pianificazione regionale.

Nel secondo giorno i ministri della difesa di Romania, Bulgaria, Moldova e il vice ministro della difesa turco Suay Alpay hanno discusso delle minacce persistenti nella regione, con un’attenzione particolare agli attacchi ibridi e alle infrastrutture marittime.

Durante il convegno è stata annunciata la creazione di un “Black Sea Maritime Security Hub” per migliorare la sorveglianza marittima, la condivisione di informazioni e l’allerta precoce contro minacce come le azioni russe e le flotte ombra. La strategia mira a rafforzare la sicurezza, il commercio e la protezione ambientale nella regione, con un occhio alla ricostruzione post-bellica dell’Ucraina.

Il forum, organizzato dal New Strategy Center con il supporto di Anadolu Agency come partner di comunicazione globale, ha visto la partecipazione di circa 200 relatori.

Il New Strategy Center è un think tank romeno fondato nel 2015, specializzato in politica estera, difesa e sicurezza. È un’organizzazione non governativa che si occupa di temi legati alla sicurezza nazionale della Romania, come difesa, sicurezza energetica, cybersecurity e minacce ibride, con particolare attenzione alla regione del Mar Nero e ai Balcani.

Anadolu Agency (AA) è l’agenzia di stampa nazionale della Turchia, fondata nel 1920 durante la Guerra d’Indipendenza turca su iniziativa di Mustafa Kemal Atatürk.

Presidente del Forum è Oleksii Goncharenko, membro della Verkhovna Rada dell’Ucraina e presidente della Commissione per le migrazioni, i rifugiati e gli sfollati dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. 

Goncharenko

Come deputato ucraino, è membro del gruppo “Solidarietà Europea” in Parlamento e presidente dei gruppi parlamentari “Per una Bielorussia Democratica” e “Per un Caucaso Libero”.

In qualità di delegato ucraino all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, il deputato Goncharenko ha ripetutamente sottolineato l’importanza di sostenere la nazione ucraina nella sua lotta contro la Russia e nel giugno 2024, assieme ad alcuni suoi colleghi del Parlamento ha avviato la prima edizione del Forum sulla sicurezza del Mar Nero, che si è svolto a Odessa, in Ucraina.

Il maggior sponsor del convegno è Lord Michael Ashcroft, miliardario britannico-belizeano (del Belize, fino al 1973 Honduras britannico), uomo d’affari, filantropo, autore e sondaggista. Possiede la doppia nazionalità britannica e belizeana ed è residente delle Isole Turks e Caicos.

Ex vice presidente del Partito Conservatore britannico (2005-2010) e tesoriere (1998-2001), è stato nominato pari a vita nel 2000 come Barone Ashcroft, ma si è dimesso dalla Camera dei Lord nel 2015 per concentrarsi su altri interessi.

Kyiv Post

Aprendo i lavori, Lord Michael Ashcroft ha detto che Odessa, dopo “l’annessione illegale della Crimea, è diventata il principale accesso marittimo dell’Ucraina, un’arteria fondamentale per il commercio e la sopravvivenza. Il grano ucraino, esportato attraverso il Mar Nero e il Danubio, è diventato un’ancora di salvezza non solo per l’economia ucraina, ma anche per la sicurezza alimentare globale. Le mine galleggianti e i regolari attacchi missilistici rimangono una minaccia costante”.

“Storicamente – ha affermato Lord Michael Ashcroft -, il Mar Nero ha sempre avuto un’importanza strategica, dall’epoca dell’Impero russo e dell’Unione Sovietica fino alle nazioni NATO di Turchia, Romania e Bulgaria. Ma oggi la regione si trova sull’orlo di un nuovo capitolo geopolitico. Mentre il mondo attraversa un’era di crescente frammentazione, il Mar Nero è diventato un palcoscenico di rilevanza globale. Non si tratta solo di proteggere le rotte del grano per prevenire la carestia, né di sostenere la determinazione occidentale contro attori maligni. Ciò a cui stiamo assistendo è la ridefinizione della sicurezza marittima stessa”.

“Per la prima volta nella storia – ha aggiunto Lord Michael Ashcroft -, un paese privo di una marina militare convenzionale è riuscito a neutralizzare e respingere una grande potenza navale, non grazie ai numeri, ma all’innovazione. L’uso di droni marittimi senza pilota, come il Magura, da parte dell’Ucraina sta riscrivendo le regole della guerra navale. Ho avuto l’onore di osservare da vicino queste tecnologie e di imparare direttamente dagli operatori che le utilizzano. La loro ingegnosità è straordinaria. Uno di questi droni ha recentemente raggiunto un traguardo notevole: l’abbattimento di un caccia russo, un evento che, sebbene sottovalutato nel resto del mondo, segna una svolta nella storia militare”.

Lord Michael Ashcroft ha messo a fuoco il tema di come la guerra in Ucraina rappresenti un laboratorio fondamentale per capire come saranno le guerre future.

“L’Ucraina – ha infatti detto Lord Michael Ashcroft – non si sta solo difendendo, ma sta anche creando nuovi precedenti su come proiettare la potenza marittima nel XXI secolo. Il Regno Unito, con la sua orgogliosa tradizione navale, ha molto da imparare dall’esempio ucraino. Così come i nostri alleati europei. Imparare dall’Ucraina non significa solo mostrare solidarietà; significa anche prepararci alle realtà dei conflitti di domani, che, dato l’attuale clima geopolitico, potrebbero non essere lontani”.

Ucraina, dunque, non solo Paese scelto per una guerra per procura, alla Russia e ora anche a Trump, ma anche laboratorio per comprendere quali armi, quali strategie, quali dottrine applicare agli eserciti al fine di prepararli a conflitti futuri, che il milionario inglese ritiene potrebbero non essere lontani.

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  • Redazione

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