di Sergio Restelli
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è recato in Pennsylvania per la campagna elettorale, dichiarando ai cronisti che il Partito Democratico è al suo fianco. Tuttavia, la sua affermazione rischia di essere smentita dalle crescenti tensioni all’interno del partito. Sempre più deputati democratici esprimono il loro dissenso rispetto alla candidatura di Biden e chiedono che si faccia da parte. Questo malcontento si è amplificato dopo il confronto televisivo con Donald Trump di dieci giorni fa, considerato disastroso per il presidente. Le risposte di Biden, sia nell’intervista con ABC News che nei comizi recenti, non sembrano essere riuscite a invertire questa tendenza negativa.
Biden era impegnato in Pennsylvania, Hakeem Jeffries, figura di spicco dei democratici alla Camera dei Rappresentanti, ha organizzato un meeting. Durante questa ‘call’ di circa due ore, diverse voci si sono sollevate chiedendo un passo indietro da parte del presidente. Secondo la CNN, tra i partecipanti al meeting c’erano diversi deputati contrari alla candidatura di Biden, tra cui Mark Takano, Adam Smith, Jim Himes, Joe Morelle, Susan Wild e Jerry Nadler. La maggior parte di loro ritiene che, con l’uscita di Biden, la nomination dovrebbe andare alla vicepresidente Kamala Harris. Tuttavia, non sono previste conseguenze formali immediate dal meeting. L’incubo dei democratici: Biden sconfitto e Camera repubblicana. I deputati democratici temono che una sconfitta di Biden nelle prossime elezioni presidenziali possa influire negativamente sulla composizione della Camera dei Rappresentanti, favorendo una maggioranza repubblicana. La preoccupazione principale è che un crollo di consensi per Biden possa trascinare giù anche i candidati democratici al Congresso, rendendo la Camera una roccaforte repubblicana. Ultimatum al presidente: passo indietro entro venerdì?
Secondo Axios, il fronte ‘no Biden’ non intende aspettare a lungo. Decine di membri democratici del Congresso sono pronti a uscire allo scoperto con dichiarazioni e comunicati ufficiali, chiedendo a Biden di ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca. La testata riferisce di un numero crescente di democratici che pregano e complottano per convincere Biden a fare un passo indietro, sperando che personalità influenti come gli Obama e i leader del Congresso lo esortino a ritirarsi entro venerdì. Biden, il team dei fedelissimi guarda avanti: “Unica missione sconfiggere Trump”. Ma dopo i deputati democratici, anche tra i senatori vicini al presidente iniziano a farsi sentire pubblicamente le prime voci di chi ritiene sia giusto che si faccia da parte. La fronda interna al Partito Democratico e i timori sempre più frequentemente espressi in pubblico sulle capacità del presidente Joe Biden di gestire la campagna contro Donald Trump non sfiorano il team dei collaboratori più vicini al presidente: Biden e i suoi – spiegano i suoi assistenti alla CNN – hanno smesso di parlare del dibattito andato male. Alla domanda sulla probabilità che il presidente abbia preso in considerazione l’idea di ritirarsi dopo l’evento, tuttavia, un consigliere di lunga data di Biden ha detto: “Zero. Crede davvero di essere l’unica persona in grado di sconfiggere Donald Trump. Non è una recita”. I consiglieri affermano anche che i membri della famiglia del presidente sono ancora tutti d’accordo con l’81enne presidente nella scelta di perseguire un secondo mandato.
Bennet primo senatore Dem a mettere in guardia Biden. Ma dopo i deputati democratici, anche tra i senatori vicini a Joe Biden cominciano a farsi sentire pubblicamente le prime voci di chi ritiene sia giusto che il presidente americano si faccia da parte e abbandoni la corsa alle elezioni di novembre. Il primo a metterci la faccia e a esprimere ai microfoni della CNN questo pensiero è il senatore Dem Michael Bennet, convinto che Biden non possa vincere le elezioni dopo il dibattito con il suo rivale repubblicano. “Penso che Donald Trump sia sulla buona strada per vincere queste elezioni e forse vincerle a valanga, portandosi dietro Senato e Camera”, ha detto Bennet alla CNN. “Quindi per me questa non è una questione di sondaggi. Non è una questione di politica. È una questione morale sul futuro del nostro Paese”, ha dichiarato. Il senatore democratico del Colorado ha quindi affermato che ”la Casa Bianca, nel tempo trascorso da quel dibattito disastroso, penso che non abbia fatto nulla per dimostrare realmente di avere un piano per vincere queste elezioni”. Ma perdere la Camera e il Senato a favore dei repubblicani sarebbe ”una tragedia americana”, ha sottolineato Bennet, affermando che ”la posta in gioco non potrebbe essere più alta”. Gli elettori democratici, ha aggiunto il senatore, hanno ”forti preoccupazioni” sulla possibilità che Biden possa vincere la corsa alla Casa Bianca. In conclusione, il presidente Joe Biden si trova attualmente sotto una significativa pressione interna, con un crescente numero di deputati e senatori democratici che chiedono un suo passo indietro nella corsa elettorale. Sebbene Biden e il suo team di fedelissimi rimangano risoluti nel continuare la campagna, credendo nella capacità del presidente di sconfiggere Donald Trump, il malcontento all’interno del Partito Democratico evidenzia le profonde divisioni e preoccupazioni riguardo al futuro delle elezioni presidenziali e del Congresso.




