Home Opinioni BERLUSCONI E IL “TRAVAGLIO” DI BILE.

BERLUSCONI E IL “TRAVAGLIO” DI BILE.

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Il funerale a reti unificate, le migliaia di persone con gli stendardi del Milan, il Duomo di Milano colmo come un uovo di partecipanti alla messa in suffragio con in testa il Presidente della Repubblica, gli applausi scroscianti, hanno mandato in tilt la bile e il fegato di uno su tutti: Marco Travaglio, direttore di un giornale che oramai non leggono più neanche quelli che lo scrivono e i loro parenti.

Deve essere stata una sofferenza vera per il “questurino” direttore assistere al funerale di Stato, ai carabinieri in alta uniforme, i picchetti di tutte le forze armate, addirittura il trombettiere che suonava il “silenzio” amplificato dalle volte del duomo, come si addice agli eroi. A quel punto ha preso carta e penna e ha buttato giù tutto il fiele che aveva accumulato nel corso della diretta: “Agli innumerevoli delitti commessi da vivo, B. ne ha aggiunto un ultimo da morto. Il più imperdonabile: averci lasciato questa corte di vedove (non le due vere e quella finta: tutte le altre), prefiche, leccaculi, paraculi, piduisti, terzisti, parassiti, prosseneti, camerieri, servi sciocchi e soprattutto furbi che da due giorni lacrimano per finta (solo lui riusciva a piangere davvero a comando) a reti unificate, devastando quel po’ di informazione e di dignità nazionale che gli erano sopravvissute”. L’unica cosa che non ricorda il “Catone” d’accatto è che anche lui deve tutto a Berlusconi, infatti ha cominciato a “Il Giornale”, diretto allora da Montanelli e il cui proprietario era Silvio Berlusconi che pagava lo stipendio a tutti e due. Ma queste cose per il nostro secondino sono quisquilie, pinzellacchere, come direbbe Totò, lui è al di sopra delle bassezze umane e dagli schermi de La 7, insieme all’altra moralista in sedicesimo, Lilli Gruber, pontificano con i soldi che il proprietario de La 7, Urbano Cairo, per 20 anni assistente personale di Berlusconi, ha fatto. Tuttavia,  ogni tanto,  qualche sprazzo di verità arriva anche da quel foglio di questura che è “Il Fatto”. Antonio Padellaro, ex Unità ed ex direttore dello stesso ha detto: “Quando lui (Berlusconi ndr) venne sostituito da Monti ci fu da noi chi stappò una bottiglia. Io dissi: siete degli imbecilli, state segando il ramo su cui siamo seduti”.

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  • Redazione

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