Home Politica estera ATTENTI ALLA EMERGENZA SICUREZZA IN EUROPA! E’ UNA BALLA

ATTENTI ALLA EMERGENZA SICUREZZA IN EUROPA! E’ UNA BALLA

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Di Lucio Leante

Mentre Zelensky mostra di essere (quasi del tutto) rinsavito sulla via di Damasco (che portava al disastro) e annuncia di volere andare a Canossa per mettersi in riga con Trump in vista di un negoziato di pace, in Europa si diffonde il delirio di chi grida:  “Annibale è alle porte”, “dobbiamo riarmarci con urgenza e fino ai denti ”.  E anche “Sveglia Europa”, “Facciamo presto!”.

“C’è una nuova emergenza”. “La sicurezza e la libertà sono in pericolo”. “Alle armi! alle armi!”.

Sono questi gli appelli ansiogeni di chi sta mirando a provocare un nuovo clima di emergenza e una nuova ondata di gigantesca spesa pubblica. E si proclama e vuole apparire il “più europeista di tutti”.

È in realtà un gioco che si ripete. Molti politici europei lo hanno imparato e mostrano di non sapere fare altro che spendere, spendere e indebitare i cittadini.

Gridavano “facciamo presto”, usando una ragazzotta svedese trasformata in una santona che annunciava un’imminente e inesistente catastrofe climatica. Hanno così speso centinaia di miliardi in inventivi e hanno distrutto l’industria automobilistica (ed altre) in Europa a vantaggio della Cina.

Hanno ripetuto “facciamo presto” per l’emergenza Covid e acquistarono praticamente sottobanco vaccini in una sovrabbondanza tale che 4 miliardi di dosi di vaccini sono stati gettati nella spazzatura (nella sola Italia 49 milioni).

In Italia il governo rosso-verde approfittò della “emergenza Covid”, per decretare, tra l’altro nel silenzio omertoso di molti, un folle super-bonus costato agli italiani circa 150 miliardi.

Ora molti politici europei ed italiani stanno creando una “emergenza sicurezza europea” dando per scontate due cose che non lo sono affatto:

1. che Putin, dopo avere perduto centinaia di migliaia di uomini ed essersi svenato in risorse e mezzi in tre anni di guerra in Ucraina, adesso non veda l’ora di invadere l’Europa (il che è una semplice congettura molto improbabile);

2. che Trump avrebbe già abbandonato o starebbe per abbandonare la Nato e l’Europa (il che è assolutamente falso).

Quale è la “logica conseguenza” che ne traggono?

“Facciamo (fate) presto!”. E cioè un riarmo dell’Europa affrettato e senza uno straccio di riflessione, criterio, pianificazione e di obbiettivo politico.

L’importante è per loro spendere. Poi si vedrà. E infatti Ursula von del Leyen da Bruxelles a cosa ha pensato? A proporre una spesa di 800 miliardi in quattro anni per i 27 paesi europei. All’Italia toccherebbe quasi esattamente raddoppiare la spesa per la difesa da 28 a 54 miliardi di euri. 26 miliardi in più all’anno. Una follia. Chi paga? Il contribuente, certo. Pantalone come al solito.

Se poi tutta questa spesa si potrebbe evitare o ridurre alla metà e diluire nel tempo se solo si stabilisse un nuovo sistema di sicurezza in Europa, dall’Atlantico a Mosca, sembra un particolare che non sembra interessare nessuno.

Il presidente francese Macron si è già gettato come un falco sulla linea della presunta “emergenza”. Come fosse il signore indiscusso dell’Europa – un nuovo Napoleone- si è degnato di offrire sovranamente l’ombrello nucleare francese agli altri europei. Un’ombrello poco credibile, ma che darebbe alla Francia il primato politico in Europa.

Lo stesso Macron insiste poi nel volere mandare soldati europei sul suolo ucraino ignorando le messe in guardia dei russi (il che significherebbe fare la guerra alla Russia). E ha fatto di più: si è permesso di annunciare – come fosse in capo politico di fatto dell’Europa – di volere convocare i capi di stato maggiore delle forze armate dei singoli paesi europei che vogliano seguire per guidare – lui! – una forza di pace in Ucraina a fare la guerra ai russi. C’è una logica nella sua follia. È un leader in disarmo e spera di recuperare consensi solleticando la “grandeur” francese sul terreno della presunta “emergenza”.

Attenti dunque a Ursula, a Macron e a tutti quelli che gridano “fate presto” e, con faciloneria ad una dubbia emergenza sicurezza europea, e quindi alle armi ed a nuove spese folli.

 

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  • Redazione

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