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ATTACCO RUSSO SU VASTA SCALA

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La Russia ha lanciato un attacco senza precedenti con 805 droni Shahed (alcuni definiti simulatori) e 13 missili di tipo cruise e balistico: una concentrazione di fuoco mai vista dall’inizio della guerra.

Le difese ucraine hanno abbattuto circa 747 droni e 4 missili, mentre tra i target colpiti ci sono stati almeno 9 missili e 56 droni in 33 diverse località, compresi Kiev, Zaporizhzhia, Kryvyi Rih, Odessa, Kremenchuk, Dnipro, e regioni di Sumy e Chernihiv.

Per la prima volta è stata colpita direttamente una sede istituzionale centrale: il palazzo del Consiglio dei Ministri a Kiev, situato nel distretto Pecherskyi. Le fiamme e il fumo hanno avvolto il tetto e gli ultimi piani, con potenziali danni da impatto diretto o detriti caduti. Il bilancio delle vittime nella capitale è drammatico: tra 2 e 4 civili uccisi, inclusi una donna e un neonato di 2-3 mesi, con oltre 20 feriti.

Le aree residenziali di Sviatoshynskyi e Darnytskyi hanno subito gravi danni: incendi, crolli parziali di edifici, blackout e continui allarmi antiaerei (quasi 11 h di alert attivo). Oltre al colpo su Kiev, le aree di Zaporizhzhia, Kryvyi Rih, Dnipro, Odesa, Sumy, Chernihiv e Kremenchuk sono state pesantemente colpite da droni e missili. A Zaporizhzhia, ad esempio, si segnalano danni ad abitazioni e infrastrutture civili, mentre a Kryvyi Rih sono state colpite zone urbane e di trasporto, anche se fortunatamente senza vittime nella città.

L’Ucraina, oltre a un attacco a infrastruttura energetica russa, ha rivendicato un attacco mirato alla stazione di pompaggio “8-N” del sistema di oleodotti Druzhba, nella regione di Bryansk (Russia), parte della rete che fornisce greggio dalla Bielorussia (Mozyr, Novopolotsk) verso l’Europa e la Russia stessa. Secondo il comando ucraino dei droni (comandante Robert “Magyar” Brovdi), l’attacco ha provocato “danni complessi da incendio” all’impianto, mentre un altro raid ha colpito la raffineria Ilsky nella Krasnodar Krai russa, danneggiando aree operative e serbatoi.

Il Ministero della Difesa russo sostiene di aver abbattuto 69 droni ucraini, distribuiti su diverse regioni interne alla Federazione (Krasnodar, Voronezh, Belgorod, Astrakhan, Bryansk ecc.) Le reazioni politiche Yulia, premier ucraina: «Dobbiamo rispondere non solo con parole, ma con azioni concrete. Serve rafforzare sanzioni su petrolio e gas russi». Andriy Sybiha, ministro degli Esteri: definisce l’attacco una grave escalation, chiede sanzioni dure sui proventi energetici russi e più aiuti alla difesa aerea dell’Ucraina.

Volodymyr Zelenskyy: su X/Xwitter ha esortato la comunità internazionale a fermare i «criminali del Cremlino», ribadendo che oltre 800 droni e 13 missili sono stati lanciati, di cui molti attraversati dalla Bielorussia, e ha chiesto rafforzamento dei sistemi anti-aerei e misure politiche tangibili.

Più di 800 droni e missili in un’unica notte: la più vasta azione militare del conflitto finora Target critico Prima volta che il Palazzo del Governo a Kiev viene colpito: simbolo di un’escalation significativa Bilancio vittime Tra 2 e 4 morti confermate a Kiev (incluso neonato), decine di feriti e danni ingenti a edifici civili.

Attacchi mirati su infrastrutture energetiche russe (oleodotto Druzhba e raffineria Ilsky) per colpire economicamente Mosca.

L’intensificarsi degli attacchi impone una risposta decisiva da parte dell’Occidente su sanzioni (specialmente sulle esportazioni energetiche russe) e consegne di difesa aerea all’Ucraina. La tensione diplomatica resta altissima: se da una parte l’amministrazione Trump ha mostrato apertura alla mediazione, Kiev avverte che Putin dimostra scarso interesse per la pace e intensifica il terrore fino a quando non verranno imposte misure concrete.

Gli attacchi contro infrastrutture energetiche strategiche russe indicano che il conflitto sta entrando in una fase di guerra economica reciproca, colpendo i punti deboli della supply chain russa. Questo attacco del 7 settembre 2025 segna una svolta militare simbolica e pratica nella guerra: la Russia ha superato ogni precedente in termini di volume e obiettivi, mentre l’Ucraina ha alzato il livello di conflitto colpendo direttamente la struttura energetica di Mosca. La posta in gioco per la sicurezza europea e per la diplomazia internazionale non è mai stata così alta.  

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