
di Mauro Del Bue
Ci sono tre cose che non mi convincono affatto nella diatriba tra il ministro Matteo Salvini e il magistrato Iolanda Apostolico del tribunale di Catania che ha emesso un’ordinanza di libertà verso tre migranti trattenuti in un centro.
Le metto in ordine.
Di Salvini e di questo governo non mi piace la cultura del nemico-migrante. Non c’è nessuna emergenza, nessun tartaro nel deserto all’attacco. E nemmeno giovanotti muniti di cellulare e palestrati che si imbarcano per raggiungere l’Italia e far stare peggio noi. Ci sono solo persone e famiglie disperate che rischiano di morire annegate e che ci chiedono protezione. Non bisogna urlare e agitarsi ma solo organizzarsi perché i poco più di 120mila immigrati del 2023 non sono i 180mila del 2016. Ci sono 500mila immigrati previsti nei prossimi anni secondo le stime del governo per lavori che non sono coperti dagli italiani. Servono scuole di formazione e non campagne di odio. E asili politici che la Germania concede tre volte più dell’Italia e la Francia il doppio di noi, che facciamo finta di ignorare l’articolo 10 della Costituzione.
E’ apparso un video di una manifestazione di protesta nel porto di Catania a fronte della famosa imbarcazione Diciotti nel quale si distingue chiaramente, tra i presenti che urlavano “Assassini”, ma muta, l’Apostoli. Non mi sono mai piaciuti i magistrati politicizzati e ritengo che per dare credibilità ai loro provvedimenti essi non debbano mai partecipare a manifestazioni politiche, pur ritenendo legittimo che nel loro intimo, ma mai in pubblico, ognuno di loro possa riservarsi ispirazioni ideali e politiche.
Ritengo ridicola la ricerca del responsabile della diffusione del video. Soprattutto da parte di coloro che non hanno mai mosso un dito rispetto alle periodiche violazioni del segreto istruttorio e della diffusione di intercettazioni neppure attinenti con l’oggetto delle indagini, come é spesso avvenuto in particolare per quelle che colpivano personalmente Silvio Berlusconi. A fare i garantisti a giorni alterni si diventa ambigui. Si finisce per difendere l’Apostolico ma non da Apostoli. Piuttosto da ipocriti.






