Home Politica estera AMBIENTE, I PROBLEMI NON SI RISOLVONO CON LE SENTENZE

AMBIENTE, I PROBLEMI NON SI RISOLVONO CON LE SENTENZE

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Questa mattina alle 10,30 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso il suo verdetto su ben tre ricorsi. Le sentenze creeranno un precedente giuridico importante e aiuteranno a capire se e in quale misura gli Stati con una politica climatica inadeguata violano il loro dovere di proteggere i diritti umani.
I sei i ragazzi portoghesi autori di uno dei  ricorsi hanno visto respingere le la loro causa, mentre le 170 le signore svizzere che avanzato un ulteriore ricorso hanno visto accogliere lo stesso. Il terzi verdetto, promosso dell’ex sindaco del Comune di Grande-Synthe contro la Francia è stato respinto.
Al di là delle sentenze, come non osservare, soprattutto riguardo la prima richiesta giudiziaria, che in caso contrario ci saremo trovati di fronte a una situazione che avrebbe obbligato i 32 governi ad aumentare le loro azioni sul clima, anche attraverso la rapida riduzione delle emissioni e l’eliminazione graduale dei combustibili fossili.
Nei fatti questo continuo ricorrere sta a significare che la politica in Europa non viene decisa dei cittadini che eleggono i politici (o almeno cosí dovrebbe essere). Ma dai giudici. Giá, perché, per mantenere i piedi per terra ed evitare ulteriori confusioni delle due l’una: o i giudici possono agire in modo coercitivo sui governi di 32 Stati convenuti nella causa eventualmente persa, e quindi i giudici decidono le azioni che devono essere prese in barba alle singole politiche ambientali, oppure, sono solo parole scritte sulla sabbia, faranno un poco di rumore mediatico, ma poi al solito ognuno fará come vuole.
Nel primo caso siamo in presenza di una pericolosa espressione di dittatura dei giudici, che ormai sta avanzando compatta nel Mondo con cause contro i politici scomodi per fatti totalmente ininfluenti. Quindi, se questo si conferma, possiamo affermare di essere sotto dittatura.
Nel secondo caso stiamo perdendo tempo e risorse  pubbliche) per fare processi inutili che non servono a nulla, dato che ormai la politica ha perfettamente individuato l’onda “ambientalista” che consente di far fare miliardi ai loro protetti, e di avviare, come ha fatto, un processo di stanziamento di fondi pubblici che vengono dirottati dai servizi essenziali alla popolazione, per andare a rimpinguare i conti correnti delle imprese.
La giustizia, ricordiamolo, deve poter influire sul singolo caso, ma a mio avviso non puó mai sostituirsi alla azione politica di uno Stato. Altrimenti si svuota del tutto il giá asfittico sistema democratico.

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  • Redazione

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