
di Ugo Busatti
Mentre attendiamo la pubblicazione del “Manifesto” di Draghi (in cooperazione con Letta) che ci spiegherá come deve organizzarsi la futura Europa per reggere alla “competizione” con le economie emergenti o consolidate, e che dalle anticipazioni sembra essere molto ricco di iniziative per “finanziare” gli industriali, naturalmente a danno dei servizi pubblici, andrebbe fatta una seria riflessione sulle parole di Tavares riguardo gli e-fuel.
Oggi, malcontati, circolano nel Mondo 1,3 miliardi di veicoli con motori a combustione interna. E ogni anno questa flotta aumenta di 85 milioni di nuove auto. Introdurre lo stop alla vendita di auto con motore endotermico in Europa dal 2035 significherebbe non solo creare grandissimi e forse irrisolvibili problemi di approvvigionamento elettrico, di rifornimento, e di circolazione, ma anche sarebbe una goccia nel mare. 10 o venti milioni di auto elettriche contro 1,3 miliardi di auto (destinate ad aumentare perché ne nascono di piú di quante ne muoiono).
Dunque la soluzione andrebbe cercata non tanto nel concentrare tutto sull’elettrico in Europa, ma nel trovare una soluzione piú ampia a livello globale che consentirebbe un impatto significativo sulla quantitá di emissioni. Per Tavares, “Per essere efficaci, i veicoli che usano e-fuel devono essere in grado di avvicinarsi alle emissioni zero, e attualmente siamo già al 70-80% di riduzione, con un costo simile a quello dei carburanti tradizionali”.
Ma cosa sono gli e-fuel? L’electrofuel, meglio conosciuto nella sua abbreviazione e-fuel, è un carburante sintetico, liquido o gassoso, prodotto attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua per scomporla nei suoi elementi base, idrogeno e ossigeno, e sintesi di CO2 catturata nell’aria utilizzando il procedimento di sintesi Fischer-Tropsch.
Detto in parole povere cosa significa tutto ció? Che il processo di produzione diventa meno inquinante e le emissioni nocive future dei carburanti sono pari alla quantità prelevata dall’atmosfera per produrre il carburante, rendendolo complessivamente CO2 neutro.
Il problema peró é che si adottasse questa soluzione, molti dei finanziamenti e dei regali che gli industriali stanno negoziando per la “transizione” ambientale, diventerebbero superflui….





