
di Giovanni Bernardini
Finalmente, dopo un lungo periodo di imbarazzato silenzio, i media sembrano essersi accorti che gli agricoltori di mezza Europa sono in rivolta.
Protestano contro le demenziali politiche “green” della UE che, se messe in pratica, avrebbero risultati disastrosi per l’agricoltura di tutto il vecchio continente: riduzione della produzione, incremento dei costi, riduzione delle superfici coltivabili anche per lasciar spazio alle super ecologiche pale eoliche, per inciso autentici mostri che deturpano l’ambiente, fanno a pezzi moltissimi uccelli per produrre pochissima energia di cattiva qualità.
Non voglio fare previsioni azzardate, ma la rivolta degli agricoltori dimostra che le politiche dei talebani del clima sono destinate a creare tensioni sociali sempre più acute e, con tutta probabilità, risposte molto dure da parte di intere categorie.
Si, perché una cosa sono le chiacchiere nei talk show televisivi, la propaganda in stile Goebbels, la pubblicità “ecologica”, le raccomandazioni di tanti miliardari che fra un viaggio in jet privato e l’altro invitano le persone normali a non usare la propria inquinante auto a combustione, cosa del tutto diversa i problemi e le esigenze delle persone normali.
Ne tenga conto anche il governo italiano.





